Chiusura Mercato del Carmine, i residenti: «Non lasciateci al buio»

Associazioni e Civ chiedono un incontro con Regione e Comune per stabilire una strategia di rilancio, il Municipio pensa a una vetrina di prodotti del territorio da affiancare al ristorante

Si spengono le luci del Mercato del Carmine, e nel quartiere, piccolo borgo “strappato” al degrado di alcune zone del centro storico, crescono i timori sulle sorti di una struttura dalle enormi potenzialità, ma di fatto poco sfruttata in primis dalle istituzioni. 

Portavoce delle preoccupazioni dei residenti è l’associazione CarMine- Cittadini in movimento, nata nel novembre del 2017 per valorizzare e promuovere una delle zone più caratteristiche - e delicate - del centro città. Che alla notizia della chiusura del mercato hanno reagito con un pizzico (ma non troppo) di sorpresa e con parecchia delusione. 

Chiusura Mercato del Carmine: «Serve maggiore supporto dalle istituzioni»

«Il progetto era interessante e sulla carta ben costruito, ma avrebbe avuto bisogno di maggiore sostegno e supporto, come d’altronde l’intero quartiere - conferma Marta Nadile, presidente dell’associazione - Sapevamo che il mercato era in difficoltà ormai da qualche tempo, ma speravamo che la situazione potesse migliorare e quantomeno che venisse scongiurata la chiusura. Adesso vorremmo capire che cosa ne sarà dell’edificio, che costituiva comunque un presidio per il quartiere».

Il bando per la gestione del Mercato del Carmine, infatti, ha durata decennale: dopo l’inaugurazione del 2013, il consorzio - cui a marzo 2018 è subentrata la cooperativa Ecologyamo - avrebbe dovuto portare avanti l’esperimento sino al 2023. La chiusura arriva quindi a 5 anni dalla scadenza, portando con sé tanti dubbi su come l’edificio verrà occupato e riutilizzato.

«Ci eravamo rallegrati del fatto che all’interno fosse stata istituita l’Enoteca Regionale Ligure, ma il problema è sempre lo stesso: ben vengano progetti per il rilancio, ma le persone poi al Carmine bisogna portarcele e farcele arrivare - prosegue Nadile - Non abbiamo cartelli dedicati, non siamo inclusi nei percorsi turistici, eppure siamo una zona vitale, a cavallo tra centro storico e Castelletto e piena di bellezza. Chi arriva al Carmine può vedere una parte diversa e caratteristica della città, arrivare sino in Spianata e all’Orto Botanico, proseguire nei vicoli sino al Porto Antico. Eppure non c’è promozione da questo punto di vista, e riteniamo che il Mercato abbia pagato anche questo, fermo restando che capiamo come i costi di gestione fossero molto alti e difficili da sostenere. I banchi del mercato non funzionavano, e il ristorante da solo difficilmente avrebbe potuto sostenerli».

Il Municipio: «Una vetrina di prodotti regionali, percorso pedonale e maggiori informazioni ai turisti»

La richiesta dei residenti, riuniti in associazioni e Civ, è dunque quella di avviare un dialogo con Regione, Comune e Municipio per capire innanzitutto quali sono i progetti per il Mercato e come evitare di trasformarlo in un nuovo “buco nero”, e poi per stabilire una serie di misure che aiutino a promuovere l’intera zona dal punto di vista turistico.

Appello che il Municipio sembra ben lieto di accogliere: «Certamente vogliamo organizzare un incontro con Comune e Regione per proporre iniziative fisse, e non a spot, per aiutare poi chi gestirà il mercato - conferma il presidente del Centro Est, Andrea Carratù - L’idea è di continuare con la gestione mista, ristorante, bar e vendita al dettaglio, ma vogliamo proporre alla Regione di sfruttare il Carmine come vetrina dei prodotti regionali, non solo alimentari, ma di tutte le eccellenze liguri. In questo modo sarebbe possibile abbattere i costi e aiutare chi prenderà il posto della cooperativa».

La proposta, se accettata, risolverebbe almeno in parte il problema della chiusura: il vincitore del bando di assegnazione, il Consorzio Mercato del Carmine coordinato da Bacci Costa e Adriano Anselmi, potrebbe individuare un nuovo soggetto cui affidare la gestione del Mercato indicando costi calmierati grazie al contributo della Regione. Resta però la questione legata al rilancio del quartiere, in cui il Municipio vuole ugualmente investire.

«Crediamo molto in questa zona della città - conclude Carratù - Stiamo pensando da un po’ a un progetto di pedonalizzazione di via Lomellini per creare un percorso per i turisti e condurli direttamente al Carmine, utilizzando apposita cartellonistica e promuovendoli poi nel circuito. Ne stiamo già discutendo con gli assessori Balleari e Bordilli, e ne riparleremo durante l’incontro con la Regione».

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