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Chiedono mazzetta a imprenditore fingendo di corrompere finanzieri

Due arresti a Genova per millantato credito e truffa aggravata. In manette un cinquantenne, noto alle forze dell'ordine, residente a Rapallo e un quarantaseienne originario di Carpi

Due arresti a Genova per millantato credito e truffa aggravata. Approfittando di un momento di crisi di un imprenditore edile in difficoltà (con un debito di 30.000 euro all'Agenzia dell'Entrate) avevano proposto di "corrompere" un sedicente colonnello della Guardia di finanza.

«Se diamo una mazzetta a lui, farà in modo di azzerare la cartella o di ridurla», avevano assicurato. In realtà era tutto un raggiro dal momento che non esisteva alcun ufficiale da corrompere e il denaro, circa 18.000 euro, i due se lo erano tenuto.

Eppure la loro presentazione era stata suggestiva. «Siamo dei servizi segreti delle Fiamme Gialle - avevano detto -, pensiamo a tutto noi». I due truffatori sono finiti in manette dopo la denuncia dello stesso imprenditore di Genova, che si era rivolto alle forze dell'ordine quando ha intuito il raggiro. In carcere sono finiti un cinquantenne residente a Rapallo, ex ufficiale di completamento dell'Esercito già noto alle forze dell'ordine, e il suo socio di 46 anni, originario di Carpi.

Gli arresti sono stati eseguiti dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri presso la Procura di Genova. I militari agli ordini del tenente colonnello Maurizio Panzironi, hanno curato tutta l'attività operativa in collaborazione con i colleghi di Chiavari e Alessandria. Il cinquantenne era già finito nei guai all'inizio degli anni '90 per un traffico di armi tra l'Italia e i Balcani.

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