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Arbitro inseguito e picchiato a Borzoli dopo Merlino-Savignone

Episodio increscioso in Seconda Categoria, dove Stefano De Raco, giovane direttore di gara genovese, è stato vittima di un aggressione da parte di un 50enne dirigente di una società calcistica

Genova - Le polemiche arbitrali sono all'ordine del giorno in Italia. Rigori, ammonizioni, cartellini rossi o fuorigioco sono spesso motivo di tensioni e di qualche parola di troppo nei confronti del direttore di gara, ma in serie A, fortunatamente, ci si limita a questo.

Lo stesso non si può dire invece, purtroppo, per il calcio dilettantistico, che spesso riserva episodi a dir poco deprecabili. L'ultimo in ordine di tempo è avvenuto sabato 3 novembre, dopo l'incontro Merlino-Savignone, seconda categoria genovese. Il match giocato al campo sportivo di Borzoli "Piccardo" è stato arbitrato da Stefano Deraco, giovane fischietto di soli 24 anni residente in viale Bracelli.

Il direttore di gara dopo una partita arbitrata senza troppi errori è stato inseguito da un dirigente di una squadra di calcio (la polizia non ha ancora rilasciato le generalità, ma si è limitata a confermare il proprio ruolo di dirigente di una squadra dilettantistica genovese di seconda categoria) mentre stava facendo rientro a casa passando da via Borzoli.

L'aggressore, un cinquantenne con addosso un classico impermeabile rosso da squadra sportiva, in sella al proprio motorino ha prima tagliato la strada a Deraco, poi una volta sceso dal mezzo ha sferrato un pugno sul viso dell'arbitro approfittando del finestrino lasciato aperto dal fischietto genovese.

La reazione dell'arbitro, in macchina col fratello minore di soli 14 anni, è stata quella di fuggire premendo l'acceleratore, ma il dirigente non ha mollato la presa e all'incrocio con corso Perrone ha fermato nuovamente la macchina e colpito ripetutamente con pugni e manate la portiera, il finestrino e il cruscotto.

Circolazione bloccata e panico nell'arbitro che nuovamente ha cercato di scappare dall'uomo e si è deciso a chiamare il 113. Gli ufficiali hanno consigliato al direttore di gara di fermarsi e aspettare l'arrivo di una volante, ma l'aggressore, non contento di quanto fatto, avrebbe continuato a danneggiare la macchina dell'arbitro fino all'arrivo della polizia.

Deraco è stato poi accompagnato in questura dove ha formalizzato la denuncia, per poi recarsi da solo all'ospedale dove i medici gli hanno pronosticato una prognosi di tre giorni.

Dura l'accusa per il dirigente che dovrà rispondere dei reati di minacce gravi e aggravate e danneggiamento. Inoltra l'arbitro ha giustamente infortunato la federazione dell'accaduto e di certo la squalifica per il tesserato non sarà clemente.

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