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Domenica, 16 Giugno 2024
Attualità Sestri Ponente

Ricordava i deportati da Sestri Ponente: l'insegna della Memoria sostituita da quella di un negozio

Lettera dell'Anpi alle autorità: "Il nome 'San Giorgio' è indissolubile da quella memoria che ci ricorda il prezzo che i lavoratori genovesi e della fabbrica pagarono nella lotta per la democrazia e per la salvaguardia degli apparati industriali della città"

La sezione Anpi di Sestri Ponente indignata per la decisione di sostituire sulla palazzina Coppedè di via Manara l’insegna “San Giorgio” con quella del nuovo proprietario GioBagnara.

Lo rende noto l'associazione in un comunicato stampa: "Vorremmo ricordare come quella palazzina, che è soggetta a vincoli della soprintendenza, sicuramente per le pregevoli linee architettoniche, per il movimento operaio genovese e per i sestrini rappresenta anche uno dei momenti più tragici per i lavoratori che da quelle mura il 16 giugno 1944 furono deportati verso i campi di concentramento tedeschi".

"Testimonianza del ruolo di quella fabbrica, indipendentemente dal tipo di produzione che veniva esercitata al suo interno sono le due lapidi che raccolgono nomi e volti dei lavoratori caduti nella guerra di liberazione e il successivo attestato da parte del comune di Genova.
Il nome “San Giorgio” pertanto è indissolubile da quella memoria che ci ricorda il prezzo che i lavoratori genovesi e della “San Giorgio” pagarono nella lotta per la democrazia e per la salvaguardia degli apparati industriali della città".

"La sostituzione di quell’insegna offende pertanto la sensibilità di chi ancora oggi ha memoria di cosa accadde a padri, nonni, amici, ridotti in schiavitù dall’occupante tedesco. Certi dell’osservanza delle prescrizioni da parte della proprietà, auspichiamo una connessione empatica della stessa con la nostra realtà territoriale come è sempre stata con le aziende che vi hanno operato e siamo certi che i diversi uffici interessati troveranno una soluzione, riposizionando la storica scritta “San Giorgio” dove stava, con una soluzione diversa e altrettanto efficace dell’insegna della nuova proprietà".

"In un Municipio dove risultano vincolati su edifici simboli divisivi come il fascio littorio, rappresenterebbe un vero atto di spregio alla storia e alla memoria non ridare centralità all’edificio “San Giorgio” con tutto ciò che ha rappresentato".

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