Giornata Mondiale della Terra, con il lockdown gli animali selvatici si riappropriano della città

Caprioli nel greto del Bisagno, pavoni nei cantieri, cinghiali al Porto Antico e tanti altri avvistamenti in questi giorni

È in un momento decisamente particolare che si celebrano i 50 anni della Giornata Mondiale della Terra.

Mezzo secolo di Earth Day, ogni 22 aprile, per sensibilizzare la popolazione sui cambiamenti climatici e sull'estremo bisogno di salvaguardare il nostro pianeta e la natura. Quest'anno però è molto più speciale: il mondo intero sta affrontando un'emergenza senza precedenti con l'epidemia di coronavirus, le misure anti-contagio costringono a casa milioni di persone, e non mancano esempi di come la natura - durante questa nostra temporanea assenza - si risvegli e si "riappropri" in qualche modo degli spazi che l'uomo ha occupato.

Anche a Genova e dintorni si assiste a incursioni frequenti, specie in questi ultimi mesi, di animali selvatici in città: uno scenario ancor più surreale e "post apocalittico" se unito al silenzio che, per forza di cose, accompagna queste giornate. Tra i protagonisti, i famosi cinghiali già comunque conosciuti nel capoluogo ligure, che però questa volta riescono a spingersi dove forse prima non arrivavano. Ne è un esempio la famigliola "pizzicata" nella stazione ferroviaria di Brignole, che ha suscitato la tenerezza e l'ironia del web. Oppure il cinghiale sorpreso a farsi una passeggata, in tutta tranquillità, al Porto Antico. O ancora quello trovato a spasso in via Berghini a cui, per ridere un po', un passante ha chiesto se avesse l'autocertificazione.

Con la città deserta, nel greto del Bisagno poi sono comparsi anche caprioli, "scortati" anche in questo caso da un immancabile cinghiale.

A Voltri un grampo era stato avvistato in rada e in evidente difficoltà, mentre a Multedo sono stati avvistati delfini in mare nuotare in branco accanto alle piattaforme del porto petroli. 

Per non parlare delle mucche sorprese qualche settmana fa da un automobilista a pascolare in tutta tranquillità a Vesima, a due passi dalla stazione ferroviaria e dal mare, o dei pavoni del parco di Arenzano che girano con disinvoltura per le strade, tra i palazzi e nei cantieri: uno spettacolo allo stesso tempo affascinante e inquietante (poiché legato all'emergenza Covid-19) che ha risvegliato la passione nei tanti fotografi amatoriali costretti, per una volta, a scattare immagini solo dal balcone.

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