Coronavirus

Coronavirus: continua il calo dei positivi, 11 decessi nelle ultime 24 ore

Il totale delle persone positive in Liguria è calato di 43 unità nelle ultime 24 ore. Migliora ancora la situazione negli ospedali

Continuano a migliorare i dati relativi ai contagi da coronavirus in Liguria: tra lunedì e martedì, a fronte di 1.530 tamponi fatti, cala il totale dei casi positivi sul territorio regionale, scesi a 5.175  persone, con un decremento di 43 unità rispetto a lunedì, quando i positivi erano 5.218. I nuovi casi positivi diagnosticati nelle ultime 24 ore sono 63, cui si aggiungono i dati relativi ai decessi - 11 - e ai guariti, 95.

Nelle ultime ventiquattro ore i pazienti in ospedale sono diminuiti di 27 unità, portando il totale a 651, di cui 68 in terapia intensiva (-4 rispetto a ieri). Le persone che si stanno curando a domicilio sono 2.776 (-54), i positivi clinicamente guariti a casa sono 1.748 (+38) e i guariti non più positivi sono 2.068.

I casi totali da inizio emergenza sono 8.473, con un incremento di 63 unità nell'arco delle ultime 24 ore. I deceduti totali da inizio emergenza sono 1.230. I tamponi totali eseguiti finora in Liguria sono 57.622 (+1.530).

Il maggior numero di positivi si trova in provincia di Genova (3.153), seguita da Imperia (855), Savona (846) e Spezia (314). Infine le sorveglianze attive (contatti di positivi) in tutta la regione sono 1.755.

«Numeri che ci confortano sul fatto che il trend è in calo - ha detto il governatori ligure Giovanni Toti - nonostante questo oggi abbiamo proseguito a lavorare sia sugli indicatori ministeriali per la gestione della fase 2 sia per preparare il sistema sanitario qualunque cosa accada alla risposta ospedaliera, stiamo lavorando alla definizione dei padiglioni covid che resteranno in attività per tutto il periodo di latenza dell’infezione, ogni provincia avrà le sue attrezzatura. Per le terapie intensive, anche se si stanno vuotando, ne aumentermo il numero per essere sicuri di essere pronti a qualsiasi ritorno di fiamma per non superare il 30% delle sale occupate rispetto alla disponibilità, così come i letti di ospedale, oggi occupati per meno della metà della disponibilità totale».

 Coronavirus, il bollettino nazionale di martedì 5 maggio 2020

Il totale delle persone che hanno contratto il virus in Italia da inizio emergenza è 213.013, con un incremento rispetto a ieri di 1.075 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 98.467, con una decrescita di 1.513 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.427 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 52 pazienti rispetto a ieri. 16.270 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 553 pazienti rispetto a ieri. 80.770 persone, pari al 82% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 236 e portano il totale a 29.315. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 85.231, con un incremento di 2.352 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 37.092 in Lombardia, 15.323 in Piemonte, 8.681 in Emilia-Romagna, 7.116 in Veneto, 5.190 in Toscana, 3.427 in Liguria, 4.370 nel Lazio, 3.219 nelle Marche, 2.530 in Campania, 1.041 nella Provincia autonoma di Trento, 2.939 in Puglia, 2.202 in Sicilia, 984 in Friuli Venezia Giulia, 1.809 in Abruzzo, 612 nella Provincia autonoma di Bolzano, 176 in Umbria, 642 in Sardegna, 110 in Valle d’Aosta, 650 in Calabria, 177 in Basilicata e 177 in Molise.

Rsa, 7 squadre di infermieri specializzati nel rischio infettivo

L’assessore alla Sanità, Sonia Viale, ha confermato che le verifiche nelle rsa continuano e che sono già state attivate 7 squadre composte da 2 infermieri ciascuna per supportare quelle più critiche. 

Si tratta di infermieri specializzati nel rischio infettivo, che si sono suddivisi tra levante (2 squadre), area metropolitana (3 squadre) e ponente (2 squadre): «È stata poi costituita una ulteriore squadra sul levante ligure - ha detto Viale - hanno fatto un lavoro preziosissimo di accompagnamento, e non di indagine, per verificare cosa è successo in alcune residenze più critiche. Questo tipo di impegno, terminato nelle residenze in situazioni più critiche, proseguirà nelle prossime settimane nelle altre residenze».

Test sierologici: in rsa positivo il 15% degli ospiti e il 10% del personsale sanitario

Per quanto riguarda i test sierologici, Viale ha confermato che sono stati effettuati a tappeto e che è adesso possibile avere un quadro più chiaro della situazione.

Per quanto riguarda le rsa, i test hanno confermato che il 15% degli ospiti ha sviluppato gli anticorpi ed è dunque entrato in contatto con il virus, mentre la percentuale scende a 10 tra gli operatori sanitari.

Per quanto riguarda invece il sistema sanitario, a sviluppare gli anticorpi è stato il 4% del personale.

Toti: «Bando per fare test sierologici a chi torna al lavoro»

Il presidente della Regione ha inoltre annunciato di essere al lavoro su un bando per consentire ai laboratori privati di effettuare i cosiddetti “test a saponetta”, esami rapidi da riservare ai lavoratori che sono già tornato o torneranno al lavoro.

«Stiamo costruendo un protocollo che consente la manifestazione di interesse da parte dei laboratori privati, e un protocollo che riguarda le modalità per fare i test - ha detto Toti - i risultati verranno comunicati al lavoratore e all’azienda, ma anche al servizio di prevenzione delle Asl in caso di positività, visto che verrà tamponato e poi inserito in programmi di isolamento e controllo».

Distribuzione mascherine: da mercoledì in farmacia con la tessera sanitaria

Da mercoledì 6 maggio sarà possibile ritirare una confezione da due mascherine nelle farmacie liguri, registrando la tessera sanitaria. La distribuzione verrà scaglionata in più giorni.

«Le mascherine che da mercoledì sono in farmacia servono a integrare quelle mandate a casa con le Poste - hanno sottolineato Toti e Giampedrone - continueremo a rifornire le farmacie di farmacie nei giorni a venire attraverso codice fiscale e tessera sanitaria, ci auguriamo che chi è fornito e ne ha una buona scorta usi il buon senso e non ne faccia domanda».

Treni, riempimento medio del 16%

Sono state circa 18mila le persone che, nella giornata di lunedì 4 maggio, hanno viaggiato sui treni regionali della Liguria, con un aumento del 10% dalla settimana precedente. I 18mila passeggeri corrispondono al 15% dei passeggeri rispetto al traffico abituale del periodo, prima dell’emergenza sanitaria Covid-19. I 180 treni regionali di Trenitalia in circolazione ieri in Liguria per l’avvio della Fase 2 dell’emergenza, hanno registrato un riempimento medio del 16% (già calcolato in base alla nuova disponibilità al 50% di posti a sedere).

Prosegue inoltre l’allestimento specifico per aiutare a mantenere il distanziamento sociale, con adesivi sui sedili da non occupare, segnaletica sulle porte per la salita e la discesa, indicazioni a terra per indicare ai passeggeri l’uscita più vicina e la distanza da tenere con gli altri passeggeri,. Sono state, inoltre, potenziate le attività di sanificazione e igienizzazione su tutti i treni.

Trenitalia e Regione Liguria stanno monitorando i flussi dei viaggiatori che, in queste prime giornate, non stanno riscontrando criticità. Tutti i passeggeri devono indossare sempre la mascherina protettiva e rispettare la distanza di sicurezza e le indicazioni presenti a bordo dei treni e nelle stazioni.

Nuovi casi positivi, Ansaldi: «In gran parte da rsa, ospiti e operatori sanitari»

Sui nuovi casi registrati in Liguria nonostante il lockdown e le misure restrittive, ha preso la parola il dottor Filippo Ansaldi, coordinatore della task-force di Alisa.

«La curva del contagio in Liguria ci dice che abbiamo avuto un picco a fine marzo, e che poi abbiamo assistito a una lenta ma costante diminuzione di nuovi casi - ha spiegato - Il quadro generale dei casi positivi in regione è frutto da un lato di una grande diminuzione dei casi in comunità, che rappresentano meno del 50% dei casi totali, dall’altro lato dai casi nelle rsa: una frazione significativa deriva da una piccola parte della popolazione, e cioè spiti e operatori sanitari nelle residenze sanitarie protette. L’impegno in questo campo deve aumentare, ma è evidente che per il passaggio da fase 1 a 2 il loro ruolo è inferiore». 

Ansaldi ha anche commentato il recente rapporto Istat sulla mortalità: «Il rapporto mette a confronto l’eccesso di mortalità di quest’anno rispetto ai 5 anni precedenti, fa una cosa che noi facciamo normalmente, confrontiamo la stessa popolazione ligure: l’eccesso di mortalità che si è verificato in tutta Italia dice che nella nostra regione abbiamo avuto eccesso di mortalità paragonabile a Piemonte e Marche, ed è inferiore alla media delle regioni del Nord e a quanto si verifica nelle regioni in cui osserviamo un’elevata circolazione».

Al San Martino nuovo macchinario per tamponi: «Vogliamo arrivate a 3.000 al giorno»

Toti ha confermato che è in atto in Liguria un «monitoraggio sempre più attento», annunciando che mercoledì al San Martino arriverà un nuovo strumento per processare più tamponi. A oggi in Liguria ne sono stati fatti, da inizio emergenza, 56.092.

«Questo macchinario ci consentirà un aumento di tamponi - ha detto Toto - Arriveremo a circa 3.000 tamponi al giorno per i primi giorni della prossima settimana, aumento che continueremo a portare avanti anche nelle settimane a venire».

Rsa, la Regione precisa: «Apertura a nuovi ospiti»

L’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, lunedì sera aveva parlato anche della situazione nelle rsa, annunciando che «da più parti veniva richiesta possibilità di aprire gli ingressi in rsa - ha detto Viale - è chiaro che emergono necessità e bisogni all’interno delle famiglie, Alisa ha licenziato una procedura per poter consentire nuovi ingressi in rsa, con una serie di cautele e precauzioni nella volontà di tutelare ospiti, personale e persone che entrano».

La Regione ha quindi chiarito che gli ingressi nelle rsa sono riferiti ai nuovi ospiti, e non ai parenti: «L’iter licenziato da Alisa in relazione agli ingressi nelle Rsa è riferito alla possibilità di accogliere nuovi ospiti, non all’accesso dei familiari».

«Alisa ha licenziato una procedura per consentire alle Rsa di accogliere nuovi ospiti - ha precisato l'assessore Viale - prevedendo ovviamente una serie di cautele e precauzioni per garantire la tutela degli ospiti già presenti, il personale sanitario e anche gli anziani che entrano nelle strutture».

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