Paciugo e Paciuga, la coppia inseparabile delle leggende genovesi

Sempre insieme, un giorno Paciugo il marinaio viene catturato dai mercanti e Paciuga, che non lo vede tornare, inizia ad andare tutti i giorni a piedi al Santuario dell'Incoronata, a pregare per il ritorno del suo sposo

Tra le leggende genovesi, non si può non citare quella di Paciugo e Paciuga, ambientata nell'XI secolo. Una storia che unisce temi come l'amore, la lontananza, ma anche purtroppo il femminicidio, diventando così improvvisamente attuale.

Sposini inseparabili, Paciugo e Paciuga vivevano nel quartiere di Prè: immaginate lo splendore di una stradina a due passi dal mare, senza asfalto, senza automobili, ovviamente senza il traffico di via Gramsci e senza la sopraelevata. Lei si dedicava alle faccende di casa, mentre lui, marinaio, si assentava spesso per lunghi periodi da casa.

Un giorno, però, Paciugo - durante uno dei suoi viaggi - venne catturato dai saraceni e rinchiuso in prigione.

Paciuga, non sapendo cosa fosse successo al marito, si preoccupò moltissimo e - nonostante tutti lo credessero ormai morto - iniziò ad andare a piedi, ogni sabato mattina, fino al Santuario della Vergine Incoronata (a Coronata) per chiedere alla Madonna di poter riabbracciare Paciugo.

Dopo più di dieci anni, finalmente Paciugo riuscì a scappare e a tornare a casa. Ma la moglie stava pregando al Santuario: l'uomo chiese notizie alla vicina di casa, che però - da sempre gelosa dell'amore tra Paciugo e Paciuga - disse che lei era andata da un amante a Coronata.

Reso folle dalla gelosia, Paciugo si incamminò fino a quando non trovò la moglie che stava tornando a casa. Lei non poteva credere di aver finalmente ritrovato suo marito: lo abbracciò, lo baciò, ringraziò la Madonna per questo miracolo, ma lui le chiese del tradimento.

Paciuga, allibita dalla cattiveria della vicina di casa, non riusciva nemmeno a rispondere, e il marito intese il suo silenzio come un'ammissione di colpa. Così la portò su una barca e quando furono al largo la accoltellò e, dopo averle legato un sasso al collo, la gettò in mare. Subito dopo però si rese conto della gravità del gesto che aveva appena compiuto e, in preda al senso di colpa, si recò anche lui al Santuario della Vergine Incoronata per pregarle di risparmiare la sua Paciuga.

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Appena entrato nel santuario vide sua moglie, sana e bella come non mai, che lo aspettava: la Vergine l'aveva salvata, e così la coppia si riconciliò e vissero insieme felici e contenti.

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