Costume e società

Genova, quando i bambini andavano al mare con le "braghe redoggiae"

I "costumi da bagno" dell'epoca

Genova tra l'800 e i primi anni del '900 era una città elegante, nobile, meta balneare con molte più spiagge di oggi soprattutto a ponente. Basti pensare a luoghi come Pra', Cornigliano, Sampierdarena. Ed erano davvero luoghi molto ambiti, in cui i genovesi - e non solo - d'estate andavano a fare il bagno. Abbigliati ovviamente a seconda della moda dell'epoca.

Naturalmente non c'erano i costumi da bagno che si usano oggi, gli abiti che si indossavano per andare al mare erano molto pudichi sia per gli adulti che per i bambini.

I bimbi erano lasciati un po' più liberi rispetto agli adulti, e mentre nelle famiglie più benestanti per il mare c'era un vero e proprio abbigliamento con costumi di maglia ampi e coprenti, spesso a righe, che si infilavano dai piedi e venivano "apommellae" sulle spalle, accompagnati con berretti alla marinara, gli altri spesso indossavano abiti normali. E come facevano questi ultimi a non bagnarsi troppo? Semplicemente andavano in spiaggia con le "braghe redoggiae", ovvero con i pantaloni arrotolati, e senza calze, come racconta "Costumi, maschere e trallaleri di Genova e della Liguria" (Valenti, 1982). Così si era un po' più liberi di giocare in spiaggia, bagnandosi anche i piedi, senza inzupparsi troppo i vestiti.

Non mancavano poi i "monelli" che si buttavano in mare a torso nudo, semplicemente con mutandoni legati in vita con un cinturino. 

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