Giovedì, 23 Settembre 2021
Costume e società

La fainè di Sassari: storia di una "nipote" della farinata genovese

Fu un imprenditore genovese ad aprire a Sassari il primo forno che produceva farinata: il prodotto ben presto diventò un grande classico anche nella città sarda

La farinata di ceci genovese piace davvero ovunque, e la sua ricetta ha fatto il giro del mondo, in alcuni casi integrandosi e diventando parte della tradizione culinaria di posti anche lontani.

La storia che vi raccontiamo oggi arriva dalla Sardegna: chi conosce Sassari e le sue tradizioni, sa che uno dei piatti tipici di quella zona è la fainè... che altro non è se non la farinata di ceci, cotta tra l'altro nel "forno a legna di origine genovese" come spiega il portale turistico della città. Anche a Sassari, come a Genova, la fainè è ottima da gustare in tavola oppure mentre si passeggia, ancora caldissima.

Ma come è arrivata la farinata genovese - ben più antica - a Sassari?

Sebbene si pensi che gli scambi commerciali tra Genova e Sassari nel periodo medievale possano aver contribuito a portare in Sardegna questa specialità, in realtà le uniche fonti orali non vanno oltre gli inizi del '900.

E dunque, a Sassari, ad aprire il primo forno di fainè sarebbe stato un imprenditore genovese dal nome inequivocabile, "Baciccia". E la farinata ebbe talmente tanto successo che diventò presto un prodotto tradizionale di Sassari, con il nome di Fainè.

Che ne fu di Baciccia? I suoi successori, Peppino "La Punta-Secca" e Mario, sempre genovesi, portarono avanti con successo la tradizione da lui inaugurata, e negli anni '50 i forni di fainè crebbero in tutta la città. Ma l'origine, comunque, rimane genovese.

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