"Senza sponda", storie di uomini e migranti all'Archivolto

Costruito su storie vere di migranti, il nuovo spettacolo di Giorgio Scaramuzzino vuole offrire ai giovani spettatori un quadro di ciò che sta accadendo in Europa in questo periodo, ma che in realtà è un fenomeno che appartiene da sempre all’umanità.

Senza Sponda è il titolo rubato a un libro di Marco Aime. Docente di antropologia culturale presso l’università di Genova, Aime, che ha già collaborato allo spettacolo Ma che bella differenza, tratto da un suo libro, sarà consulente anche per questo progetto insieme ad Alessandra Ballerini, avvocato esperto di problematiche sull’immigrazione e sui rifugiati.

Sono duecentotrenta milioni le persone nel mondo che si stanno spostando da un paese all’altro scappando soprattutto dalle guerre, dalla paura e dalla fame. Molti di loro perdono la vita in questo tentativo disperato. La maggioranza di queste persone sono giovani, sono la parte migliore del proprio paese di origine, i più preparati, i più forti, esattamente come è successo tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 qui in Italia, quando i nostri nonni e i nostri bisnonni sono partiti verso le Americhe per cercare un nuovo futuro.

Lo spettacolo cercherà di analizzare le cause, spesso trascurate, che spingono queste persone a intraprendere viaggi incredibili. Storie vere messe a confronto. Storie di ieri e di oggi, per scoprire insieme cosa spinge l’uomo a cercare continuamente una nuova sponda, dove poter crescere in pace.

Lo spettacolo, che avrà forma di monologo, fa parte del progetto di teatro civile Urgenze, che il Teatro dell’Archivolto ha intrapreso da qualche anno per mettere le nuove generazioni a confronto con temi scottanti della nostra società. È adatto a un pubblico dai nove anni in su.

Prima dello spettacolo, alle 19,30 presso l'atrio della sala Mercato, aperitivo multietnico "Nati per soffriggere" e show cooking dello chef Kumalè.

Nei mesi scorsi un gruppo di ospiti delle strutture di prima accoglienza per profughi richiedenti asilo gestiti dalle Coop. Il Biscione e La Comunità di Genova hanno partecipato al Progetto #NatiPerSoffriggere Food Refugee, ideato dal giornalista “gastronomade” Vittorio Castellani aka chef Kumalé. Da semplici fruitori di un percorso di integrazione i partecipanti al laboratorio sono diventati protagonisti di serate gastronomiche a tema aperte al pubblico. In questa particolare occasione saranno presentate  alcune intriganti ricette afghane e pakistane che sarà possibile degustare e imparare a cucinare.

Collabora alla serata Olio Santagata, che fornirà l’olio per la preparazione delle ricette.

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