"Orlando" di EgriBiancoDanza all'Archivolto

Il 10 novembre, alle ore 21, torna al Teatro Modena di Genova, la Compagnia EgriBiancoDanza, per Ipuntidanza della Fondazione Egri per la Danza, con “Orlando – Suggestioni coreografiche sull’Orlando Furioso” di Raphael Bianco. Lo spettacolo è stato presentato in diversi teatri italiani e anche in location particolari e suggestive come Il Castello di Moncalieri, ottenendo sempre grandi successi. Orlando “innamorato o furioso” è la prima tappa della Trilogia della civiltà proposta dalla Fondazione Egri, un percorso che si svilupperà fra il 2015 e il 2017. Ispirandosi a tre figure letterarie e mitiche maschili (Orlando, Faust, Prometeo) e prendendo spunto dai relativi soggetti appartenenti alla grande letteratura Europea. La Trilogia propone nuove letture affrontando alcuni temi cocenti dell’etica e della società di oggi, attraverso la danza contemporanea. A febbraio 2017, alla Fondazione Sandretto, a Torino, verrà presentato la seconda parte della trilogia, Faust – deep web, sempre con la coreografia di Raphael Bianco e la Compagnia EgriBiancoDanza.

La “selva umana”, i sentimenti contrastanti, i pregi e difetti di un’epoca in declino e le differenze culturali sono alla base di questo primo progetto coreografico: un patchwork di azioni, reazioni ed emozioni. Non è prevista infatti una ricostruzione storica, bensì un lavoro sui macro-temi che emergono dal poema: la danza di Orlando, Angelica, Medoro, Ruggero e Bradamante, Astolfo, l’Ippogrifo la Luna e la magia, sono fra le suggestioni che scaturiscono da alcune figure cardine del poema, nell’intercalare continuo di azioni di battaglia.

Uno spettacolo che del grande poema cavalleresco riprende la volontà di farsi specchio della propria umanità con ironia, lirismo e surrealismo fantastico, attraverso azioni e reazioni che affollano la comunità umana in cui serpeggia una crisi sociale di valori, si intrecciano amori, soprusi  e guerre.

Raphael Bianco parte dall’ “Orlando” e ne riprende i criteri della composizione letteraria, la teoria del “quasi” ovvero di un racconto interrotto a più riprese, parallelismi, intrecci, simmetrie, asimmetrie: per parlare di oggi con surreale incanto, perché il messaggio sia il più possibile universale, perché le azioni che ci contrappongono, accomunano e separano, spesso sono insignificanti rispetto al mistero della vita.

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