Giorgio de Chirico torna a Genova con la mostra "Il volto della Metafisica"

A distanza di oltre 25 anni dall’ultima mostra, Giorgio de Chirico torna a Genova. Le sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale accolgono dal 30 marzo al 7 luglio 2019 la mostra che presenta circa 100 opere, realizzate dal Pictor Optimus nell’arco della sua intera carriera.

L’esposizione indaga il mondo degli esterni metafisici, uno dei temi più riconoscibili della sua arte, come i panorami urbani (le piazze d’Italia, le torri) e i bagni misteriosi. Sono anche esploratele figure che frequentemente popolano le sue opere, dagli anni Dieci agli anni Settanta, quali i trovatori-manichini, i personaggi mitologici come Diana, Mercurio, Ettore e Andromaca, le muse inquietanti e gli archeologi. Sono presenti in mostra anche i diversi approcci sul tema degli interni metafisici che risalgono al soggiorno ferrarese del Maestro durante la Prima guerra mondiale e che furono oggetto di un successivo sviluppo; tra questi, quadri e disegni con un assortimento di costruzioni architettoniche e geometrie, frammenti di antichità, templi, quadri e altri oggetti inaspettati.

La mostra prosegue con l’analisi del tema della natura metafisica, con nature morte o vite silenti (come de Chirico preferì definirle a partire dal 1942), come Il dolce siciliano (1919), Mandarini su un ramo (1922-23), Natura morta (1930) e Corazze con cavaliere (natura morta ariostea) del 1940, nonché una selezione di cavalli in riva al mare e di paesaggi neobarocchi.

La rassegna presenta anche la sezione in cui la metafisica incontra la tradizione, con vari ritratti figurativi che contengono chiari riferimenti alla ritrattistica quattro-cinquecentesca- quale Ritratto della madre (1911) e La signora Gartzen (1913) - ma anche autoritratti di de Chirico in abiti del Seicento ispirati alle opere di Rubens e Velázquez. Sono inoltre presenti copie e libere interpretazioni di opere di grandi maestri come Dürer, Watteau, Courbet e Renoir, e di grandi artisti italiani: La gravida da Raffaello (1920) e Testa di fanciulla da Perugino (1921).

La rassegna si chiude con una selezione di opere sui temi del viaggio e del ritorno, già introdotti all’inizio del percorso dal dipinto Ulisse (Autoritratto) del 1922. Si tratta di opere che dialogano con la celebre teoria nietzschiana dell’eterno ritorno, quali L’ebreo errante (1917) e Il figliuol prodigo (1974) e, in una perfetta ciclicità, Il ritorno di Ulisse (1968).

Orari:

dal martedì alla domenica, 10.00 - 19.30

Biglietti:

Intero: €12,00

Ridotto: €10,00

Scuole e bambini dai 6 ai 14 anni: €4,00

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