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Economia Sestri Ponente / Via Sestri

Taglio reddito di cittadinanza, protesta e manifestazione: "Lottiamo uniti"

Si Cobas ha organizzato un presidio a Sestri Ponente presso la sede Inps nella giornata di sabato 5 agosto

Si Cobas ha lanciato una manifestazione contro il taglio del reddito di cittadinanza deciso dal governo Meloni. Il sindacato ha organizzato un presidio nella giornata di sabato 5 agosto 2023 presso l'Inps di via Sestri 196 rosso. 

"Il Governo aveva promesso che non avrebbe abbandonato le fasce più deboli e che avrebbe impiegato decine di milioni di euro del Pnrr per la formazione e l'avvio al lavoro dei disoccupati ma non è stato fatto nulla - attacca Si Cobas -. Ci teniamo a specificare che il reddito è stato tolto anche a quelle persone che negli ultimi mesi si sono presentate a tutti gli appuntamenti proposti dai centri per l'Impiego e che hanno sempre dato la massima disponibilità a lavorare e a frequentare corsi". 

"A dicembre - prosegue Si Cobas - il reddito verrà tagliato anche per le fasce considerate 'non occupabili' e non ci sono risposte chiare e certe sui nuovi strumenti di sostegno alla povertà, assegno di inclusione e supporto alla formazione. Di sicuro sappiamo che gli importi saranno più bassi e i requisiti più escludenti, un regalo a tutti i grandi e piccoli sfruttatori, visto che chi cerca lavoro sarà costretto ad accettare lavoro nero e paghe da fame".

"Oltre le chiacchiere e le promesse - afferma ancora il sindacato - ai disoccupati deve essere offerta una prospettiva reale di inserimento lavorativo: di lavori pubblici e utili alla collettività ce ne sarebbero tanti, serve la volontà politica di fare vera formazione finalizzata ad assunzioni stabili, non corsi improbabili che rilasciano attestati e certificati inutili. Mentre addirittura si indaga sulle istituzioni che erogavano il reddito di cittadinanza, è necessario sottolineare che l'odioso attacco ai più poveri è solo uno degli aspetti di quella che definiamo 'economia di guerra', che sacrifica spesa sociale e servizi pubblici per aumentare spesa militare e produzioni di armi. E come durante tutte le guerre, ci sono le speculazioni sui beni di consumo, aumentano i prezzi e l'inflazione, mentre i salari e le pensioni sono fermi da decenni".

"C'è chi vorrebbe che ci 'scannassimo' tra ultimi e penultimi, tra lavoratori e disoccupati, tra italiani e stranieri, noi proponiamo invece di unirsi in una battaglia comune - conclude Si Cobas -. Che taglino le spese di guerra, che si taglino i vitalizi, che tassino i miliardari che si arricchiscono sulla crisi invece di fare cassa tagliando i sostegni ai più poveri. Uniamoci tra disoccupati e lavoratori per rivendicare insieme aumenti di salario pari agli aumenti dell'inflazione e salario garantito per chi si trova in difficoltà e senza lavoro! Nessuno deve essere lasciato indietro".

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