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Crisi Amiu: rifiuti a Savona e La Spezia per arginare l'emergenza

Il Comune difende la partecipata e assicura futuri investimenti per dotare la città di nuovi impianti. Nel frattempo le strade continuano a riempirsi di spazzatura, che viene inviata fuori città

Prosegue l’ emergenza rifiuti in città : in giorni in cui sacchetti e ingombranti si accumulano vicino ai cassonetti trasformandoli in vere e proprie discariche a cielo aperto, a Tursi si è riunita un’apposita commissione consiliare per affrontare l’argomento, durante la quale è stato stabilito di chiedere supporto agli impianti di Savona e La Spezia.

«Mercoledì, in una riunione cui parteciperemo con il governatore Giovanni Toti e il sindaco di Genova, Marco Bucci, chiederemo un ampliamento dell’accettazione dei rifiuti genovesi negli impianti con i quali abbiamo contratti in essere - ha confermato il presidente di Amiu, Ivan Strozzi - in particolare quelli di Savona e La Spezia». 

Proprio il problema dello stop dell’accettazione dei rifiuti negli impianti fuori regione, unito al disastro provocato dal crollo del ponte Morandi, era stato citato come una delle principali cause della crisi Amiu da parte dell’assessore all’Ambiente, Matteo Campora, e dal direttore generale Tiziana Merlino. Ma da parte dei presidenti dei Municipi è arrivata l’obiezione: la situazione era già difficile prima che il viadotto crollasse distruggendo l’isola ecologia lungo il Polcevera, anche se certamente la chiusura dell’isola ecologica (che ha portato alla risistemazione di 297 dipendenti e 233 mezzi) e i problemi alla viabilità legati al traffico intenso hanno aggravato la situazione.

All’equazione va aggiunta anche la recente ondata di maltempo che ha invaso la città, dall’entroterra alla costa, di detriti soprattutto lignei, come alberi e rami: «Il crollo del ponte ha acuito un problema già presente, ma il fatto di non poter utilizzare la nostra azienda Ecolegno, che trattava ingombranti e legno, ci ha messo in grave difficoltà - ha confermato Strozzi - così come il fatto che attraversare la città ha tempi più lunghi anche per nostri mezzi».

Il Comune punta all’affidamento delle gare per i nuovi impianti, modo più efficace per l’amministrazione di aumentare l’efficenza di Amiu: «Amiu ha approvato un piano industriale solido ed entro il mese di gennaio metterà a bando l’impianto da 100mila tonnellate per il trattamento meccanico biologico da realizzare a Scarpino. Per il prossimo anno, come Comune abbiamo intenzione di sostenere finanziariamente l’azienda per permettergli ulteriori investimenti e rendere migliore il servizio. Abbiamo chiesto all’azienda nelle scorse settimane di realizzare un piano operativo per ovviare alla minore disponibilità di impianti esterni di smaltimento», ha assicurato Campora, che ha confermato di avere comunque già preso contatti con gli impianti fuori regione perché riprendessero ad accettare rifiuti, possibilmente in quantità maggiore. E difendendosi dalle critiche, l’assessore ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalla giunta Bucci nella gestione della crisi.

«Dal giorno del suo insediamento, questa amministrazione ha svolto un’opera importante di messa in sicurezza finanziaria di Amiu e ha operato affinché l’azienda potesse avere un futuro e uno sviluppo duraturo garantendo l’occupazione dei 1.500 dipendenti. Inoltre l’azienda ha proceduto alla stabilizzazione di 30 precari, nonché alla trasformazione di 60 unità da part time a full time», ha detto Campora passando poi al tema impianti e Scarpino: «In un anno e mezzo siamo stati in grado di terminare le bonifiche della vecchia Scarpino 1 e 2 e, soprattutto, di riaprire la nuova discarica di Scarpino, con caratteristiche ambientali e operative a norma di legge, realizzando anche il nuovo impianto di trattamento del percolato».

Anche l’assessore al Bilancio, Pietro Piciocchi, ha voluto lanciare una frecciata alla precedente amministrazione: «È sicuramente nostra intenzione rimediare alla pesante eredità ricevuta - ha detto - Confermiamo l’intenzione di sostenere finanziariamente Amiu nel 2019 in maniera forte, anche al fine di meglio strutturare l’azienda nel percorso in house che abbiamo avviato».

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