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Rapinavano banche armati e mascherati, quattro arresti

Tutti risultano gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto di armi da fuoco, in relazione alla rapina commessa il 19 maggio 2015 nella "Banca Regionale Europea" di corso Torino

Questa mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il tribunale di Genova, Maria Teresa Rubini, nei confronti di quattro rapinatori, in particolare due residenti a Roma, nati nel 1958 e detenuti nel carcere di Monza; un altro nato nel 1966, residente a Ceccano (Fr), detenuto nel carcere di Frosinone e l'ultimo nato nel 1960, residente a Frascati, detenuto nel carcere di Velletri.

Tutti risultano gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto di armi da fuoco, in relazione alla rapina commessa il 19 maggio 2015 in danno della “Banca Regionale Europea” di corso Torino a Genova.

Si tratta in particolare dei quattro pregiudicati laziali che nel mese di novembre scorso erano già stati sottoposti al fermo d'indiziato per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate, disposto dal pm coordinatore delle indagini, Federico Manotti, subito dopo un tentativo di intrusione in una banca di Desio (Mb) e nell'urgenza di scongiurare un'ulteriore rapina che stava per compiersi ai danni di una banca del comune di Milano.

Questi erano infatti i membri operativi della cosiddetta “banda del buco”, che durante i fine settimana usava praticare un foro nel pavimento o in una parete di un immobile attiguo alla banca di volta in volta prescelta (come un vano caldaia o un'intercapedine tra due palazzi), per poi fare irruzione durante la pausa pomeridiana di un giorno feriale, legare mani e piedi gli impiegati presenti e quindi obbligare il cassiere o il direttore ad aprire le casseforti temporizzate, sotto la minaccia di armi da fuoco e da taglio.

L'ordinanza del gip eseguita oggi, da un lato ha confermato il quadro criminale che era stato delineato nel provvedimento di fermo e dall'altro ha addebitato agli indiziati la specifica e materiale esecuzione del “reato fine” commesso ai danni della filiale “Banca Regionale Europea” di corso Torino.

Alla ricostruzione dell'evento criminoso si è pervenuti attraverso le articolate indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova, svolte anche mediante l'analisi di documenti e strumenti informatici sequestrati agli indiziati e in particolare ai due che si nascondevano nella Brianza sotto false generalità poiché latitanti. 

In tale contesto, particolarmente indicativi dell'alta “professionalità” criminale della banda sono risultati alcuni filmati che militari dell'Arma hanno estrapolato dai sofisticati strumenti di videoripresa, sequestrati agli indiziati (tra cui finti occhiali da vista e orologi da polso con microcamere nascoste). Da ciò è infatti emerso che, molto tempo prima dei colpi, un componente della banda, vestito con abiti eleganti e munito di microcamere nascoste, si presentava negli istituti di credito e, fingendosi un distinto imprenditore interessato ad eventuali soluzioni di investimento o di prestito, ne riprendeva di fatto gli ambienti interni.

I filmati venivano a questo punto esaminati anche dagli altri componenti della banda e, se lo studio di fattibilità dava esito positivo, archiviati in una raccolta di possibili obiettivi pronti per essere rapinati.

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