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Sequestri di persona e rapine, cinque arresti

I cinque sono ritenuti gli autori di una efferata rapina in abitazione avvenuta la notte tra il 17 e il 18 agosto scorso a Rapallo e potrebbero essere i colpevoli di altri simili episodi criminosi commessi in Toscana, Liguria e Emilia Romagna

I carabinieri della compagnia di Santa Margherita Ligure, al termine di una articolata e complessa indagine, hanno risolto il delicato caso della rapina in abitazione registratasi a Rapallo la notte tra il 17 e il 18 agosto scorso.

Gli operanti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Genova, sono riusciti a tirare le fila del fatto che aveva generato molto clamore e allarme nella cittadina rivierasca e che risultava alquanto inusuale per la zona.

La notte del 18 agosto 2015, tre malviventi di origine cinese, all'interno di un'abitazione di corso Assereto, occupata da una famiglia cinese, avevano consumato una rapina con sequestro di persona. Da una prima ricostruzione dei fatti, la badante di 38 anni, anch'essa cinese, sarebbe stata immobilizzata e imbavagliata dai malviventi, che si erano introdotti nell'appartamento attraverso una finestra del bagno.

La stessa sarebbe stata poi liberata per poter accudire un bambino di 2 anni, che aveva in custodia, in attesa del rientro degli altri familiari. Questi ultimi, una volta in casa, sono stati minacciati con un coltello e malmenati sino a quando non hanno rivelato dove si trovava il denaro. I malviventi si sono poi dati alla fuga, dopo aver sottratto circa diecimila euro, tra contante e valori trovati in casa.

Sul posto era intervenuto il personale sia dell'Arma di Santa Margherita Ligure e Rapallo, che quello della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova, per i rilievi tecnici del caso, l'escussione di persone e abitanti della zona, nonché l'analisi dei sistemi di videosorveglianza, avviando così le indagini a partire dall'esatta ricostruzione dell'evento e dell'ambito in cui lo stesso era maturato.

La vicenda, nel proseguo, veniva analizzata e scandagliata a fondo dai militari che, attraverso un'indagine di tipo tradizionale abbinata all'attività tecnica, hanno rilevato una serie di discrasie tra la narrazione dell'evento fatto dalla badante, rispetto a quanto oggettivamente riscontrato e cristallizzato in sede di sopralluogo, permettendo agli stessi di evidenziare come il fatto delittuoso denunciato non si fosse concretizzato come descritto.

Il successivo monitoraggio con prolungati servizi di osservazione ha permesso di raccogliere ulteriori elementi a conforto dell'ipotesi investigativa, permettendo di individuare tutto il sodalizio criminoso, caratterizzato dalla particolare efferatezza, modularità nell'azione, altissima mobilità e difficile reperibilità, verosimilmente responsabile di numerosi altri delitti dello stesso genere. E proprio per tale motivo, con lo scopo di interrompere la scia dei delitti commessi e per evitare la commissione di altri colpi con possibili ulteriori e peggiori conseguenze per le vittime, sono stati emessi dal pm genovese i provvedimenti di fermo nei confronti dei cinque malviventi individuati. 

Dopo un prolungato servizio di osservazione, lo scorso 23 dicembre, a Bologna e Prato, è scattato il blitz dei carabinieri di Genova, condotto dall'Arma Sammargheritese, con la collaborazione e supporto dei militari dei Comandi Provinciali Prato e Bologna, che ha portato all'esecuzione dei provvedimenti nei confronti di una 38enne irregolare (la badante, ovvero la basista del colpo), in Castel Guelfo (BO) e di un 25enne, un 44enne; un 46enne, un 23enne, tutti dimoranti in Prato.

Nel corso dell'attività, a seguito delle perquisizioni personali e domiciliari, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro l'autovettura utilizzata per commettere la rapina a Rapallo, due pistole scacciacani, fedeli riproduzioni delle originali e altro materiale d'interesse. 

I fermati, espletati le formalità di rito, sono stati associati presso le case circondariali di Bologna e Prato a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Genova, davanti alla quale dovranno rispondere dei reati di rapina, lesioni e sequestro di persona aggravati in concorso.

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