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Lieto fine per l'oca salvata dal petrolio del Polcevera: liberata a Villa Serra

L'uccello era stato salvato dai volontari dell'Enpa durante i drammatici giorni del disastro Iplom. Apparsa subito in condizioni disperate, era diventata il simbolo della tragedia ambientale

Era diventata il simbolo del disastro ambientale causato dalla rottura di una conduttura della raffineria Iplom di Busalla, che aveva sversato tonnellate di petrolio nel rio Fegino e nel Polcevera, ma la storia dell’oca recuperata dall’Enpa in condizioni disperate, completamente ricoperta di greggio, si è conclusa con un lieto fine.

L’animale, compici le cure dei volontari, è stato infatti salvato, e dopo 4 mesi di cure è finalmente pronto a tornare nel suo habitat naturale: «Ristabilita e felice, l’oca ha trovato una sistemazione sontuosa: Villa Serra di Comago, dove resterà finché vorrà», hanno fatto sapere da Enpa Liguria, che ha ringraziato il presidente e il direttore del parco per avere deciso di darle ospitalità. 

La rottura del tubo Iplom, risalente allo scorso 18 aprile, ha causato enormi danni all’ecosistema della Valpolcevera, con il petrolio che aveva raggiunto anche il mare, pur in chiazze circoscritte. La macchina dei soccorsi si era attivata immediatamente, ma sono state decine gli uccelli morti nell’onda nera che ha invaso i torrenti.

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