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Iplom, due malori in Valpolcevera, e il petrolio raggiunge il mare: la protesta dei cittadini

Le operazioni di bonifica sono volte a impedire che il greggio - che rimane comunque all'interno del porto - si riversi in mare aperto. Nel frattempo si sono registrati almeno due malori per le forti esalazioni

Continua l'emergenza petrolio sulle rive del Polcevera: il greggio - fuoriuscito da una tubatura della Iplom domenica sera - ha raggiunto il mare (come ci segnala il lettore Matteo, autore della foto), anche se per fortuna al momento è rimasto all'interno del porto, senza riversarsi dunque in mare aperto, dove comunque si sta dirigendo.

L'obiettivo della lotta frenetica di queste ore è proprio impedire che il greggio oltrepassi la diga foranea. Una lotta però difficile, contro onde e correnti.

In Valpolcevera intanto le operazioni di bonifica vanno avanti ma le esalazioni sono ancora molto forti, tanto che una pensionata di 75 anni in mattinata si è sentita male in via Costa Verde ed è stata trasportata all'ospedale Villa Scassi, e un bambino asmatico è stato ricoverato al Gaslini. In generale però tutti i residenti della zona si lamentano per l'aria irrespirabile e la gola che brucia a ogni respiro, con la paura che, cessato il vento, l'odore possa diventare ancora più pungente. Senza parlare del danno ambientale e agli animali, per i quali Enpa si è attivato.

Una situazione esasperante per i cittadini che si sono ritrovati oggi a Fegino e hanno protestato in Regione e in Comune, per chiedere che Iplom paghi i danni e la bonifica (da effettuare al più presto).

Il sindaco Marco Doria ha parlato di un fatto molto grave, fornendo i dati - da prendere con beneficio d'inventario, come da lui specificato - rilasciati dall'azienda: si tratterebbe di 400 metri cubi sversati, mentre i tecnici Arpal parlano di 700 metri cubi. Nessuno sforamento dei limiti dell'inquinante, ma ai cittadini non è bastato, e il primo cittadino è stato contestato.

Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità un'ordinanza che impegna sindaco e giunta a chiedere al Governo che vengano fatti tutti gli approfondimenti necessari per valutare lo stato di emergenza, ad assumere tutte le iniziative possibili per tutelare la salute pubblica e ad attivare un tavolo con Regione, Città Metropolitana e Iplom per valutare le prospettive dell'azienda e le garanzie di sicurezza.

In Regione, il presidente Toti ha chiesto un incontro con il Prefetto perché sembra che le attività di bonifica non stiano procedendo con la velocità necessaria. Urge dunque - secondo il governatore - una cabina di regia più efficace. Sempre la Regione manderà a Fegino e Borzoli un ambulatorio mobile della Asl a sostegno della popolazione.

«Abbiamo chiesto l’intervento del Capo del Dipartimento Nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio per fare un sopralluogo e una verifica dello stato della situazione dei luoghi di Genova colpiti dallo sversamento del petrolio» ha detto il presidente Toti con l’assessore regionale all’Ambiente, Giacomo Giampedrone nel corso della riunione in Prefettura convocata per fare il punto della situazione sul Polcevera, con il Prefetto, la Capitaneria di Porto, Arpal, i tecnici Ispra inviati dal Ministero, la ASL 3 Genovese, il Comune di Genova, la Città Metropolitana e l’azienda, Iplom.

Magra consolazione, il fatto che si tratti di greggio nigeriano molto pesante, dunque non soggetto a evaporazioni. Ma bisogna lavorare per impedire che si consolidi sul letto del fiume per essere poi portato a mare dalle piene.

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