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Kavo Promedi, condanna anche da Tursi: «Fatto molto grave, presto il risarcimento»

Continuano le polemiche sul blitz della ditta tedesca nello stabilimento di Nervi: dopo la conferma della chiusura, dalla giunta e dal consiglio Comunale arriva la solidarietà ai lavoratori

La vertenza Kavo Promedi, la ditta di Nervi che lo scorso sabato è stata letteralmente smantellata con l’ausilio di tir e guardie armate senza il minimo preavviso per i 16 dipendenti, che disperati hanno tentato di bloccare i mezzi con un presidio davanti ai cancelli, è approdata nel pomeriggio in consiglio Comunale con una serie di interrogazioni cui la giunta ha risposto condannando il comportamento della multinazionale tedesca.

«La situazione della Kavo Promedi è molto grave. Non è accettabile che un’azienda spedisca guardie armate a riprendere gli strumenti di lavoro senza, come pare, alcun accordo con le rappresentanze sindacali», ha esordito Andrea Boccaccio (M5S), mentre Stefano Anzalone (Gruppo Misto) ha ribadito che «come ladri sono andati nottetempo a smantellare l’azienda. Se alcuni lavoratori non se ne fossero accorti, non si sarebbe neanche saputo». Secca condanna anche da parte del Pd, con il capogruppo Simone Farello che Farello che ha spiegato che «in una città in cui si è trovata una possibilità di mediazione su Ilva, un’azione del genere è preoccupante: sarà questa la nuova strategia delle aziende? Bene hanno fatto Comune e Regione a intervenire, bisognerà chiedere conto di questi fatti a Confindustria, chiedere che assuma una posizione netta». 

E proprio in Confindustria ieri si è tenuto l’incontro con i vertici dell’azienda, che nonostante le proteste dei lavoratori, che sono riusciti a tenere parte dei macchinari in sede, e l’intervento delle istituzioni, ha ribadito l’intenzione di chiudere definitivamente lo stabilimento di via del Commercio mettendo in aspettativa retribuita 13 su 16 operai: «Quello che è successo è molto grave - ha replicato l’assessore allo Sviluppo economico, Emanuele Piazza - Sono arrivato sul posto intorno alle 16 di sabato. Le procedure sono state irregolari. Stavano impacchettando i materiali per imbarcarsi su camion polacchi, con destinazione extraterritoriale. Grazie anche all’appoggio della polizia e di Confindustria, alle 18 l’azienda, che pretendeva l’appoggio delle forze dell'ordine per sgombrare, ha deciso di riportare i materiali all’interno dello stabile. Abbiamo bloccato questa azione irregolare, sostenuta da un avvocato milanese e da un manager tedesco. Abbiamo preso appuntamento per il lunedì mattina e abbiamo lasciato a sindacati e azienda la trattativa».

Trattativa che adesso, alla luce del secco no da parte dell’azienda all’ipotesi di tenere aperto lo stabilimento, mira a risarcire il prima possibile i lavoratori per il trattamento che gli è stato riservato: «Abbiamo fatto presente che per l’indennizzo dei lavoratori bisognerà tenere conto anche di quanto accaduto. Le procedure sono state forzate e sono perciò venute meno le tutele - ha concluso Piazza - Gli imprenditori genovesi sono intervenuti positivamente. Manterremo il controllo sul tavolo, saremo presenti». 

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