Cronaca

Genoa, incroci pericolosi tra malavita e tifo organizzato

Marco Di Lello, segretario della commissione parlamentare antimafia, nell'audizione davanti al procuratore di Genova Francesco Cozzi ha delineato un quadro preoccupante

Intrecci pericolosi. Sono quelli emersi dalle dichiarazioni di Marco Di Lello, coordinatore del Comitato "mafiia e sport" e segretario della commissione parlamentare antimafia che, nell'audizione davanti al procuratore di Genova Francesco Cozzi, ha delineato un quadro preoccupante per quello che riguarda soprattutto il Genoa.

«Sono state confermate nutrite presenze di pregiudicati ed esponenti della malavita nel tifo organizzato del Genoa - ha dichiarato Di Lello - con un modo di agire molto vicino a quello delle organizzazioni di stampo mafioso». Inoltre sono stati anche evidenziati i rapporti di alcuni di questi soggetti con i calciatori spesso anche attraverso la mediazione della società.

Un fenomeno che, sempre secondo Di Lello, coinvolge molte tifoserie in Italia. Situazione più tranquilla, «ma non idilliaca», per quello che riguarda l'altra sponda di Genova, quella blucerchiata della Sampdoria.

Sembra anche che l'uomo fermato alcuni giorni fa mentre faceva volare un drone sul Monte Fasce potesse essere stato ingaggiato per far volare un uno striscione provocatorio sopra lo stadio Luigi Ferraris in occasione del match contro l'Atalanta. L'uomo, tra l'altro, aveva un precedente: nel 2015 aveva condotto un drone con la bandiera della Grande Albania nello stadio di Tirana nel corso del match tra albanesi e serbi provocando gravi scontri tra e tifoserie.

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