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Smartphone e auricolari nascosti per barare all'esame della patente

Un 30enne ha filmato le domande del quiz con la videocamera dello smartphone per farsi dettare le risposte in tempo reale per telefono. Ma qualcosa è andato storto

La Polizia Stradale di Genova ha denunciato  per falso in atto pubblico un trentenne pakistano richiedente asilo, residente nel ponente genovese. L'uomo è stato sorpreso sul fatto mercoledì scorso mentre sosteneva le prove teoriche per la patente di guida negli uffici della Motorizzazione Civile di via Dino Col: sembrava tutto regolare, e invece il 30enne aveva messo a punto un sofisticato piano per farsi suggerire le risposte al quiz.

Il candidato infatti aveva allestito una vera e propria “centrale multimediale”, incollando uno smartphone alla parte interna del maglione dalle cui larghe coste si intravedeva la piccola videocamera del telefonino, puntata sul foglio d'esame. Grazie a questo stratagemma, avviando una videochiamata, il 30enne poteva diffondere l’immagine della scheda da compilare. Per comunicare con il suggeritore che, in tempo reale, riusciva a vedere il foglio, l'uomo sopra la spalla destra aveva incollato un piccolo microfono con il cavo nascosto sempre nel maglione, mentre, per ascoltare, inserito in profondità nell'orecchio sinistro, aveva sistemato un auricolare wireless di ridottissime dimensioni.

A questo apparato degno di un film di spionaggio e a tanta ingegnosità, ha fatto seguito invece un utilizzo alquanto maldestro di questi dispositivi: qualcosa durante l'esame è andato storto, probabilmente l'auricolare si è disattivato (attivando al contempo il vivavoce) e, improvvisamente, è risuonata nell'aula la fortissima voce metallica dell’ignoto suggeritore, chiaramente udita anche dagli altri candidati e dalla commissione d’esame, ma non compresa perché straniera.

Gli investigatori della Stradale sono subito intervenuti identificando e denunciando lo straniero il quale, naturalmente, aveva già risposto correttamente a tutte e 40 le domande della scheda di esame.

L’armamentario è stato sequestrato al pari del cellulare sul quale sono in corso accertamenti, mentre è stato necessario addirittura fare ricorso all’otorinolaringoiatra della clinica specialistica dell’Ospedale San Martino per recuperare in sicurezza l’auricolare wireless che ha tradito il maldestro candidato e che, come se non bastasse, si era irrimediabilmente incastrato nell'orecchio del pakistano.

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