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Sindaco di Camogli: «Un crollo di queste proporzioni era difficilmente prevedibile e contenibile»

«Entro le prossime 48 ore saranno realizzate le operazioni propedeutiche all’avvio delle operazioni di recupero dei feretri, a partire dalla parte sommersa, in mare». Così l'assessore regionale Giampedrone

Anche mercoledì 24 febbraio l'assessore alla Protezione civile di Regione Liguria Giacomo Giampedrone si è recato a Camogli per fare il punto dopo il crollo della falesia, che ha coinvolto una parte del cimitero della cittadina. «In meno di 24 ore abbiamo messo in campo tutte le forze necessarie per effettuare l'intervento di messa in sicurezza, insieme al Dipartimento nazionale di Protezione civile», ha spiegato Giampedrone dopo il sopralluogo.

«Entro le prossime 48 ore saranno realizzate le operazioni propedeutiche all’avvio delle operazioni di recupero dei feretri, a partire dalla parte sommersa, in mare. L’intervento che sarà realizzato è tra i più delicati mai messi in campo, per la particolarità della situazione, per l’attenzione e la delicatezza che richiede, rispetto al fatto che è crollata una porzione di cimitero. Per questo abbiamo concordato con il governo e il Dipartimento nazionale della Protezione civile che fosse necessaria un’attenzione sovraregionale con la richiesta formale, avanzata oggi dal presidente della Regione, per il riconoscimento dello Stato di mobilitazione in modo da consentire l’intervento di tutte le forze necessarie».

«L’intervento di Fondazione Cima e Università di Firenze, entrambi centri di competenza del Dipartimento nazionale di Protezione civile - ha osservato Giampedrone - sono fondamentali soprattutto in relazione alla messa in sicurezza di ciò che rimane della falesia, escluse le porzioni di cimitero che andranno arretrate e delocalizzate. Fa parte della richiesta dello Stato di mobilitazione anche l’intervento dei militari del Comsubin che, speriamo già a partire da sabato, effettueranno le operazioni di recupero nella parte sommersa. Successivamente verrà poi utilizzato un pontone per operare nella zona fuori dall’acqua«. Per quanto riguarda le previsioni meteo marine, «abbiamo un quadro di relativa tranquillità per una settimana. Ovviamente ci saranno ulteriori valutazioni di giorno in giorno».

«Penso che non fosse scontato attivare in meno di 24 ore organismi così importanti dello Stato e del Dipartimento nazionale di Protezione civile in supporto dell’amministrazione comunale come siamo intervenuti noi con la nostra Protezione civile regionale. Il tavolo di coordinamento si riunirà nuovamente venerdì prossimo», ha concluso Giampedrone.

Nel pomeriggio è giunta in redazione una lettera del sindaco di Camogli, Francesco Olivari. La pubblichiamo integralmente di seguito.

Un grande dolore mi accompagna in queste ore. Un dolore composito, che somma in sé tanti aspetti: il dolore dei parenti, che hanno visto crollare i loculi in cui riposavano i propri cari; il dolore della città intera, profondamente toccata dall’accaduto; il dolore degli operai e degli ingegneri che erano al lavoro per rinforzare proprio quel tratto di terra che sorreggeva il campo santo.

Le segnalazioni che nei mesi precedenti sono giunte dai cittadini non sono rimaste inascoltate, tutt’altro. Da geologo, nato e cresciuto in questo borgo, ho sempre guardato verso il nostro meraviglioso ma fragile territorio in un’ottica di superamento della logica della riparazione, mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie per prevenire, conservare e salvaguardare le sue spiagge, i suoi parchi, i suoi terreni, senza trascurare un costante monitoraggio del loro stato di salute. I lavori nell’area della falesia erano già in corso, sotto la supervisione di una squadra tecnica preparata e competente. Ho partecipato in prima persona ai sopralluoghi e ai primi segnali di problematicità abbiamo subito coinvolto esperti del settore che hanno provveduto a mitigare il rischio e ad attivare le successive procedure. Ma un crollo di queste proporzioni era difficilmente prevedibile e contenibile.

Rispettiamo le dovute indagini della Magistratura, offrendo la nostra massima collaborazione.

Per gestire l’urgenza, la delicatezza e la complessità della situazione, siamo ora al lavoro contemporaneamente su più fronti, cui stiamo dando la massima priorità:

  • Messa in sicurezza dell’area

È all’attivo una squadra specializzata per mettere in sicurezza la zona che si è preservata con un piano di intervento tempestivo. Si è deciso di intervenire contemporaneamente in sicurezza sul lato terra per rimuovere i manufatti ancora presenti e lato mare attraverso un pontone. È stato identificato un settore tra il Belvedere e il cimitero meritevole di approfondimenti che verranno svolti da personale altamente qualificato nell’immediato. L’attenzione va certamente alla restante parte del cimitero, ma anche alle villette attorno.

  • Attività di recupero

Abbiamo coinvolto, di concerto con l’Assessore Ambiente e Tutela del territorio della Regione Liguria Giacomo Giampedrone, nelle delicate e complesse attività di recupero una rete solidale e coesa che oltrepassa i confini cittadini: il dipartimento nazionale della Protezione Civile, l’Università di Firenze, la Fondazione Cima. Mai come in queste situazioni che richiedono competenza ed estrema sensibilità la cooperazione e la solidarietà collettiva è fondamentale.

  • Sostegno ai cittadini

Per supportare le famiglie coinvolte nel crollo della falesia del cimitero abbiamo attivato uno sportello di sostegno psicologico, che si può contattare al numero 0185 729081.

  • Comunicazione e aggiornamento

Siamo impegnati in un’attività di comunicazione costante con bollettini e informazioni periodiche consultabili sul sito e sulle pagine Facebook del Comune per tenere aggiornate le famiglie e i cittadini sugli sviluppi. Insieme all’Amministrazione stiamo mettendo in campo tutte le risorse e le energie necessarie per fronteggiare al meglio l’eccezionalità del momento. È nostra speciale premura e massimo intento affrontare la situazione in modo proattivo, efficiente e tempestivo, con tutta la delicatezza e umanità che le operazioni richiedono.

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