Cronaca Sant'Eusebio / Piazzale Bligny

Maxi sequestro al mercato del pesce, nei guai nota ditta

Guardia costiera, polizia locale e Asl di Genova hanno sequestrato oltre 100 kg di branzini, allevati in Grecia, rivenduti come pescati in mare

Oltre 100 chilogrami di branzini (noti anche come spigole) sono stati sequestrati nei giorni scorsi nel corso di un blitz congiunto, eseguito da militari della guardia costiera, agenti della sezione commercio della polizia locale di Genova e veterinari del servizio dell'Asl 3 genovese presso il mercato ittico di Ca' De Pitta.

L'azione congiunta è scattata la notte tra mercoledi e giovedi scorsi e una nota azienda del mercato del pesce è finita nei guai. Da alcune settimane, il reparto commercio della polizia locale, distaccato al mercato di Ca' De Pitta, ha riscontrato che alcuni operatori, tra le tre e le quattro del mattino, all'arrivo del camion dei propri fornitori, erano soliti staccare le etichette adesive apposte sulle casse contenenti i branzini allevati in Grecia, rendendole in tal modo anonime. I branzini venivano poi rivenduti poche ore dopo a ignari titolari di pescherie e ristoranti, nonché a supermercati del genovese come "prodotti pescati nel mediterraneo".

Con tale "gioco di prestigio" l'azienda ha accresciuto il valore commerciale della merce, considerando che il branzino della Grecia è più economico e di minor pregio, anche rispetto a quello proveniente da allevamenti nazionali. Le casse di branzini, successivamente, venivano dichiarate sui documenti commerciali emessi dalla società come prodotti "di cattura", ad un prezzo molto più elevato, ma sempre inferiori ai prezzi correnti per i branzini pescati in mare, sbaragliando la concorrenza in tale settore.

L'attività illecita è stata monitorata per alcune settimane da vigili e capitaneria, fino a quando, la scorsa notte, è scattato il blitz, che ha portato al sequestro di un'intera partita di branzini, tutti di grossa pezzatura (tra i due e tre kg a esemplare), che le astatrici fatturavano come "spigole pescate nel mar Mediterraneo".

I tre titolari della nota azienda sono stati quindi denunciati a piede libero alla locale Procura della Repubblica per il reato di frode in commercio. Il prodotto, certificato idoneo al consumo umano dai veterinari dell'Asl 3 genovese, è stato devoluto in beneficenza a un ente caritatevole, su disposizione dell'autorità giudiziaria.

I veterinari dell'Asl, dall'ispezione eseguita su alcuni esemplari, hanno appurato con la quasi assoluta certezza che i prodotti sequestrati sono provenienti da impianti di acquacoltura, non dal mare aperto. I militari della guardia costiera e gli agenti della polizia locale hanno proceduto ad ispezionare anche la sede legale dell'azienda riscontrando, nell'acquisizione di bolle e fatture, che tale "escamotage" andava avanti ormai da diversi mesi, permettendo all'azienda in questione, molto nota nel settore, di raggirare numerosi commercianti di Genova e provincia.

A carico del legale rappresentante verranno irrogate, inoltre, le previste sanzioni amministrative per il mancato rispetto delle norme comunitarie sulla tracciabilità dei prodotti della pesca.

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