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Bimba morta al Cep, dall'autopsia le prime risposte

Gli esami effettuati sul corpo della piccola di 8 mesi avrebbero evidenziato la presenza di una patologia dell'apparato digerente che potrebbe averne rallentato la crescita, e dunque causato la morte

Potrebbe esserci una patologia dell’apparato gastrointestinale alla base della morte della bimba di 8 mesi avvenuta nella notte di mercoledì in un appartamento di via della Benedicta, al Cep: l’ipotesi è emersa in seguito all’autopsia disposta dalla Procura (che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo), che ha evidenziato problematiche che potrebbero avere rallentato la crescita della piccola.

Al momento della morte, infatti, la bimba pesava poco più di 5 kg ed era affetta da una forte tosse che aveva spinto il padre e la madre, un 50enne e una 32enne genovesi già genitori di altri 5 figli, a prenotare una visita dal pediatra fissata nei giorni successivi alla morte. Il medico legale non ha trovato sul corpo della piccola alcun segno di natura traumatica, il che confermerebbe l’ipotesi iniziale di morte per cause naturali, anche se potrebbe diventare meno probabile quella legata a sindrome da morte in culla.

Per il pubblico ministero, però, ulteriori accertamenti sono necessari per capire se i genitori erano a conoscenza della patologia, e se la figlia era curata e accudita correttamente: stando alla prima relazione presentata dai poliziotti accorsi sul posto insieme con il personale del 118, la bimba viveva in condizioni igienico sanitarie “precarie”, ed era sottopeso, anche se quest’ultimo fattore potrebbe appunto dipendere dalla patologia riscontrata. 

Sono inoltre al vaglio da parte delle autorità le telefonate effettuate al 118 dal momento in cui la madre della bimba ha notato che la figlia non respirava più e ha chiamato i soccorsi. I genitori hanno infatti denunciato che l’ambulanza e l’automedica con a bordo medico e infermiera avrebbero impiegato troppo tempo ad arrivare sul posto, ritardo che potrebbe avere influito negativamente sull’esito dell’intervento. Il 118, da canto suo, ha già fatto sapere che i volontari sarebbero arrivati all’appartamento poco dopo la telefonata, compatibilmente con i tempi di reazione, e che l’automedica, chiamata alla luce delle gravi condizioni della bambina, sarebbe arrivata 17 minuti dopo l’arrivo dell’ambulanza, un tempo reso necessario dal fatto che la prima in partenza era già impegnata in un’altra urgenza.

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