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Attentato Adinolfi, anarchico indagato per apologia del terrorismo

Gli investigatori del Ros hanno perquisito l'abitazione di un militante genovese che nel 2012 avrebbe scritto un volantino in cui inneggiava all'agguato. Deve rispondere dell'accusa di pubblica istigazione a commettere atti di terrorismo

Apologia del terrorismo e istigazione a commettere atti terroristici”: queste le accuse con cui la Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati un genovese militante di area anarchica che secondo il sostituto procuratore Federico Manotti sarebbe l’autore di un volantino in cui inneggiava all’attentato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare che il 7 maggio del 2012 venne ferito a colpi di pistola a una gamba, atto rivendicato dal nucleo Olga/Fai-Fri e per cui sono stati condannati gli anarchici Alfredo Cospito e Nicola Gai.

I carabinieri del Ros, coordinati da Manotti, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo la mattina del 28 aprile, sequestrando 2 computer, 1 hard disk, 2 chiavette Usb e materiale cartaceo. Il volantino contestato dalla Procura risale al 15 maggio 2012, una settimana dopo l’attentato e pochi giorni dopo che un gruppo di anarchici aveva preso le distanze dall’agguato ad Adinolfi, uno scritto che il genovese definiva «un documento che prende in considerazione solo l’azione a quel pezzo di m... di Adinolfi, come se non si meritasse una pallottola in una gamba, e parla di qualche mortaretto spedito qua e là come il male assoluto»

«Io non mi dissocio - proseguiva il volantino, che portava la firma di “Individuo - Carlo di Genova più o meno” - per voi le armi sono un tabù, ma come pensate di poter reagire a tutti i soprusi che quotidianamente vengono perpetrati da chi le armi le usa veramente e continuatamente?».

L’uomo è adesso accusato di “pubblica istigazione a commettere atti di terrorismo e pubblica apologia di un delitto di terrorismo, segnatamente istigazione a compiere azioni dirette (ossia atti violenti con finalità di terrorismo) nonché apologia del delitto di lesioni aggravate dalla finalità di terrorismo”.

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