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Cronaca

Alluvione 2014, accettate tutte le parti civili: la Regione chiamata in causa per il risarcimento

Il giudice per le indagini preliminari ha accettato le richieste dei commercianti danneggiati dalla furia del Bisagno e dei parenti di Antonio Campanella, l'ex infermiere che ha perso la vita la sera del 9 ottobre 2014

Ammissione di tutte e 26 le parti civili, e chiamata in giudizio della Regione Liguria: così si è conclusa questa mattina la nuova udienza nell’inchiesta sull’alluvione 2014, che vede imputate per omicidio colposo e disastro Raffaella Paita, all’epoca dei fatti assessore alla Protezione Civile e oggi capogruppo del Pd in Regione, e Gabriella Minervini, e l’ex dirigente regionale Gabriella Minervini.

Il giudice per le indagini preliminari Ferdinando Baldini ha accettato le richieste di ammissione come parti civili dei commercianti danneggiati dall’alluvione e dei parenti di Antonio Campanella, l’ex infermiere che ha perso la vita travolto dalla furia del Bisagno la sera del 9 ottobre 2014, citando come responsabile civile anche la Regione, che in caso di condanna dovrà rispondere in solido dei danni.

Il processo è stato quindi rinviato al prossimo 2 marzo, quando Paita e Minervini si presenteranno davanti al gip per l’interrogatorio: la versione dell’ex assessore, cui è contestata la mancata diramazione dell’allerta, è sempre stata che si tratta di un atto tecnico che spetta direttamente alla Protezione Civile, mentre Minervini ha sempre sostenuto che le previsioni per quella sera non lasciavano presagire il disastro che si sarebbe scatenato e la conseguente esondazione del Bisagno.

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