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Piscine di Albaro, spuntano parcheggi al posto della pista. E scoppia la "guerra"

Dopo il blitz di Società per Albaro, l'ente che ha in concessione lo spazio, i residenti si sono organizzati per un sit-in di protesta che andrà in scena alle 17

Parcheggi al posto della pista dove i bimbi pattinano, giocano e scorrazzano liberamente, e dove i genovesi si allenano, fanno jogging e pedalano sfruttando quella che sino a ieri era un’oasi verde cittadina: scoppia la protesta in Albaro dopo che Società per Albaro, l’ente privato che ha in gestione lo Stadio del Nuoto, ha deciso di tracciare una quarantina di posteggi destinando di fatto lo spazio alle auto a scapito di un’area che per i residenti era una un'isola felice nel traffico cittadino.

Una vera e propria sommossa partita sui social network, che si è allargata a macchia d’olio portando all’organizzazione, oggi pomeriggio, di un sit-in di protesta che coinvolgerà «mamme, bimbi, nonne, nipoti, mariti, amanti, colf e badanti», come scrivono ironicamente su Facebook i promotori dell’evento, che in poche ore ha raccolto già decine di adesioni: l’appuntamento è per le 17 davanti alle Piscine, per una manifestazione che chiede non soltanto risposte, ma anche la marcia indietro della società.

A puntare per primo il dito contro i nuovi parcheggi era stato Filippo Biolé, avvocato e frequentatore abituale della piscina, che in un post su Facebook diventato in breve virale aveva parlato di «un ennesimo scempio», sottolineando come «quando hai uno stadio del nuoto con architetture razionaliste, con vasca olimpionica scoperta circondata dall'ellisse per l'atletica, per i bambini coi loro pattini e palloni, i tavolini dei baretti per uno spuntino al sole, ovviamente la cosa più ovvia da fare è aprire un lato lungo dell'ellisse alle auto, con doppio senso di marcia, tracciare 40 parcheggi, chiudere l'accesso a qualsiasi sport, alle famiglie ed ai bimbi; e quando le vasche esterne saranno aperte e liberate dal "pallone" con l'estate, ogni allenamento o la permanenza di bagnanti saranno funestati dai gas di scarico».

Una denuncia che in breve ha fatto il giro del Web, arrivando anche alle orecchie del presidente del Municipio Medio Levante, Alessandro Morgante, e a quelle degli assessori conunali all’Urbanistica e al Traffico, Stefano Bernini e Anna Maria Dagnino. In tutti e tre i casi la risposta è stata unanime: la società che gestisce la piscina, e che ha in concessione lo spazio dal Comune, non ha avvisato dell’iniziativa né il Municipio né Tursi, e si è limitata a tracciare i parcheggi sostenendo di essere totalmente in regola e chiedendo ai bar della zona che sino a ieri avevano tavolini e dehor esterni di spostarsi sull’altro lato della strada, con tutte le conseguenze negative che il trasferimento comporta agli inizi della bella stagione.

«L’area è comunque sottoposta a vincolo artistico, trattandosi, come noto, di un complesso di architettura razionalista degli anni '30, e non può esserne modificata la destinazione d'uso, né può essere alterato l'ellisse da destinarsi all'atletica e al pattinaggio. La Soprintendenza è stata allertata», ha fatto sapere Biolé, che nelle scorse ore ha preso contatti con Comune e Municipio per chiedere un intervento, incassandone il sostegno. La parola adesso passa dunque alla Soprintendenza, ma anche a Tursi, che ha promesso di inviare i propri tecnici per un sopralluogo e per verificare che i parcheggi siano in effetti in regola come sostenuto dalla società. Che oggi assisterà a una vera e propria “invasione”, con grandi e piccini pronti a «fare il pampano» sulle righe blu per manifestare tutta la contrarierà all’iniziativa.


 

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