Autostrada A26 riaperta poco dopo le 10,30

Autostrade per l'Italia comunica di avere realizzato una sorta di passante che consentirà il passaggio dei veicoli, seppur rallentato, senza pregiudicare i controlli sul Fado e sul Peccetti

Il momento della riapertura della A26

La A26, chiusa lunedì notte per controlli strutturali sui viadotti Fado e Pecetti, è stata riaperta parzialmente poco dopo le 10,30 di martedì, in linea con quanto aveva fatto sapere in precedenza il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su Twitter.

«Su richiesta della ministra Paola De Micheli la viabilità del tratto autostradale A26 verrà riaperta alle ore 10,30. La decisione è stata presa durante la riunione tra la ministra e i vertici Aspi ancora in corso, convocata d'urgenza ieri sera». Il traffico scorre quindi su una corsia per senso di marcia con due scambi di carreggiata per bypassare i viadotti Fado Nord e Pecetti Sud.

Prima ancora, Autostrade per l'Italia in una nota aveva spiegato che la riapertura sarebbe avvenuta entro le 12. Nel frattempo il traffico, in alcune parti della città e nei Comuni limitrofi della zona del Turchino, è letteralmente paralizzato.

«Entro le ore 12 di oggi, martedì 26 novembre 2019, riprenderà in entrambe le direzioni di marcia la circolazione sulla tratta dell’autostrada A26 compresa tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e lo svincolo di Masone - ha reso noto Autostrade - Nel corso della notte, la Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia ha realizzato uno scambio di carreggiata tale da garantire una corsia di scorrimento per senso di marcia. L’assetto predisposto consentirà comunque l’adozione delle verifiche tecniche sulle opere, così come pianificato già ieri».

Chiusura A26, gratis tutto il trasporto pubblico sino alla fine dell'emergenza

Il governatore ligure, Giovanni Toti, aveva confermato lunedì sera in prefettura che «i dirigenti del Tronco di Genova ci hanno spiegato che i controlli sono iniziati in nottata e continueranno in mattinata perchè necessitano di luce del sole. Stanno lavorando per aprire almeno una corsia a cavallo dei due viadotti che consenta una direzione Nord-Sud concordata con la polizia Stradale: è possibile, ma non certo, che si possano fare due corsie ristrete a livello di sicurezza senza pregiudicare i controlli in entrambi i sensi di marcia, seppure rallentati. Ovviamente nel caso in cui i controlli diano esito positivo, altrimenti parliamo del nulla».

La ministra De Micheli incontra i vertici Aspi

Al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, intanto, si è tenuto un incontro tra la ministra Paola De Micheli e i vertici Aspi.

Al vertice hanno partecipato la ministra con il suo staff, Enrico Valeri, responsabile del coordinamento viabilità e operations di Autostrade per l'Italia, e Roberto Tomasi, amministatore delegato di Autostrade per l'Italia. L'incontro urgente era stato convocato dalla stessa De Micheli dopo la chiusura della tratta dell'A26 per stabilire gli interventi urgenti per garantire la sicurezza e ripristinare la viabilità.

VIDEO | L'ira di Toti: «Aspi avrebbe dovuto lastricare d’oro i viadotti, dal governo solo tweet»

 Nel corso dell’incontro, il vertice di Autostrade per l'Italia ha illustrato al ministro le modalità tecniche individuate per riaprire al traffico l’autostrada A26. La società si è inoltre impegnata a fare tutto quanto possibile per evitare impatti di circolazione sulla città di Genova.

Nel corso dell’incontro, Tomasi ha illustrato al ministro anche il piano di interventi e di attività di manutenzione in corso in Liguria e a livello nazionale, che prevede una sensibile anticipazione di lavori e cantieri. In questa fase sono già attivi sulla rete ligure di Autostrade per l'Italia cantieri per attività di manutenzione su 15 viadotti. La società, rende noto Aspi, ha manifestato l'intenzione di accelerare ulteriormente il piano nazionale di interventi sulla rete.

Il procuratore Cozzi: «Nessun allarmismo, ci vuole consapevolezza»

Interpellato su Radio 24 in merito alla cihusura dell'A26, il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha spiegato che «le istituzioni devono avere consapevolezza. Non si può girare la testa dall’altra parte. Non faccio allarmismo, è consapevolezza della situazione».

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«Condivido le parole del presidente della Regione Toti, occorre un altro passo e un piano generale di intervento sullo stato delle infrastrutture. Non è compito della Procura verificare se sono o meno in condizioni di sicurezza. Una sottovalutazione degli stati di degrado - ha concluso il procuratore della Repubblica - un rimandare le opere che servono, non è una politica che produca buoni risultati. I nodi prima o poi vengono al pettine come sta emergendo da più fatti».

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