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Attivo il nuovo 112: come funziona il Numero Unico di Emergenza

Da martedì tutte le telefonate di soccorso vengono inoltrate al Nue, dove 38 operatori addestrati rispondono e smistano le richieste agli organi di competenza

Tra le prime chiamate c’è stata quella di una donna che ha segnalato una rapina in corso Sardegna , ma non è mancato chi ha chiamato per chiedere l’intervento di un’ambulanza, chi era rimasto chiuso fuori casa e aveva bisogno dei pompieri per rientrare, e chi voleva semplicemente sapere «come funziona»: il Nue - Numero Unico d’Emergenza - è entrato in funzione martedì mattina alle 10, sancendo di fatto una rivoluzione nel modo di gestire le richieste di soccorso a Genova e in provincia, in attesa di debuttare in tutta la Liguria ad aprile.

Proprio come accade negli Stati Uniti con il 911, reso celebre da un’infinità di film e serie tv, il nuovo 112 è diventato l’unico numero da digitare nel caso in cui ci si senta in pericolo, si voglia denunciare un crimine, segnalare un incendio o una fuga di gas o chiamare un’ambulanza: a rispondere sono i 38 operatori della centrale operativa situata nella stessa palazzina dell’ospedale San Martino che ospita quella del 118, e che dirottano la telefona ai Carabinieri, alla Polizia, ai Vigili del Fuoco o al 118 a seconda dell’emergenza. 

Restano ancora attivi gli altri numeri - 113, 115 e 118 - ma tutte le chiamate vengono trasferite agli operatori del nuovo 112. All’appello mancano solo polizia Municipale, a quanto sembra per un disguido tecnico che l’ha tenuta fuori e che sarebbe in via di risoluzione, e Guardia Costiera, che dovrebbe essere aggiunta entro l’estate per gestire al meglio le emergenze in mare.

Molto soddisfatti dell’attivazione del nuovo numero il governatore della Liguria, Giovanni Toti, e l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, presenti ieri per l’inaugurazione ufficiale, anche se non mancano i problemi: «Ci sono casi molti particolari che prima polizia e carabinieri gestivano “su misura” - spiega una qualificata fonte dei carabinieri a GenovaToday - Non sarà facile riuscire a gestire tutto il flusso di chiamate in modo rapido, almeno all’inizio. Ma ora siamo in rodaggio, e si faranno aggiustamenti via via che passa il tempo».

Qualche minuto in più per contestualizzare la chiamata, infatti, è inevitabile: gli operatori del Nue, formati dall’Areu della Lombardia (dove è attivo, così a Roma, ormai dal 2015), non ascoltano soltanto la richiesta, ma identificano il chiamante, registrano il numero e compilano una scheda che, grazie anche al collegamento con la banca dati delle forze dell’ordine, fornisce anche eventuali precedenti penali.

Dopodiché inoltrano la chiamata a seconda della competenza: «La lieve attesa viene interamente compensata da due elementi - proseguono dalle forze dell’ordine - Da una parte la certezza che la chiamata che arriva è un’emergenza, e non una perdita di tempo o uno scherzo, dall’altra le informazioni puntuali e precise che ci aiutano a intervenire nel modo migliore possibile»

E se si verificasse qualche problema grave, è comunque stato predisposto un “piano B”: il Piano di “Disaster Recovery” prevede che la Centrale Unica di Risposta della Liguria sia collegata a quella di Milano, che, in attesa del ripristino del servizio, gestirà le chiamate in arrivo a Genova. L’alternativa, in caso di disagi più lievi, è che gli operatori di Genova rispondano alle chiamate utilizzando l’infrastruttura di Disaster Recovery di proprietà dell’Irccs dan Martino installata a Milano.

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