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Domenica, 23 Giugno 2024
Attualità Pegli / Piazzetta Tabarca

Genova e Carloforte, al via il gemellaggio tra Pro Loco

Due giorni di festa a Pegli - quartiere da cui è partita l'epopea del popolo tabarchino - dove è stato anche inaugurato un murale in piazzetta Tabarca ed è stato messo a dimora l'"ulivo della fratellanza"

Al via il gemellaggio tra il consorzio Pro Loco di Genova e la Pro Loco di Carloforte: la cerimonia che ha accompagnato la firma dell'atto si è svolta sabato mattina a Pegli, nella cornice del palazzo del Municipio.

Presenti alla cerimonia (legata al Tabarca Village, due giorni di festa a Pegli in occasione di The Ocean Race) l'assessore alle Pro Loco del Comune di Genova Paola Bordilli, l'assessore ai Centri Storici Mauro Avvenente e poi Ignazio Di Giovanna, commissario Unipli Liguria, Giambattista Repetto, presidente Pro Loco Carloforte, Cesare Venturelli, presidente Pro Loco Pegli, Enrico Mendace, presidente consorzio Pro Loco Genova e Lorella Fontana, vicepresidente del Municipio Ponente.

Durante la festa è stato anche inaugurato un murale in piazzetta Tabarca a cura di Mara Sarcina e Giulia Manicardi, ed è stato messo a dimora l'"ulivo della fratellanza". Il disegno raffigura il viaggio dei pegliesi salpati da Genova nel '500, insieme alla nobile famiglia dei Lomellini, per estendere l'attività di pesca del corallo.

"Questo evento - spiega Lorella Fontana - ha permesso di riqualificare due piazze nel cuore di Pegli, un grazie a tutti coloro che hanno lavorato perché questa manifestazione riuscisse. Il gemellaggio di oggi lega una volta di più due realtà molto belle, unite da una lunga storia e da un affetto fraterno. È stato aperto un grande percorso di unione e di stretta collaborazione, una svolta importante".

"Sono legami forti e che non si sono mai fermati - ha ricordato l'assessora Bordilli - ed era importante che questo gemellaggio venisse ufficializzato. È fondamentale ricordarsi di quanto Genova sia grande anche grazie ai territori che la rappresentano, in questo caso il ponente, ponendo l'accento sulla nostra storia e identità culturale di cui dobbiamo andare fieri".

La storia dell'epopea del popolo tabarchino

Dopo essere partite da Genova nel '500, circa 300 famiglie originarie in special modo di Pegli si insediarono sull'isola di Tabarca, in Tunisia, con il benestare del bey di Tunisi e dell'imperatore Carlo V. Per due secoli i coloni pegliesi prosperarono a Tabarca, dopodiché le incursioni dei pirati, la diminuzione del corallo e l'eccesso di popolazione portarono a una diminuzione dei profitti.

Nel 1737 fu chiesto al re di Sardegna, Carlo Emanuele III, di permettere l'insediamento di alcune centinaia di tabarchini nelle isole adiacenti alla Sardegna, non ancora abitate. Fu così che venne colonizzata - da circa 500 persone - l'isola di San Pietro con la fondazione della città di Carloforte. Pochi anni dopo, il bey di Tunisi invase Tabarca e fece prigionieri di guerra gli abitanti rimasti, poi riscattati grazie all'interessamento di nobili e regnanti europei (persino il Papa si mobilitò).

I tabarchini liberati a questo punto si divisero: alcuni raggiunsero San Pietro, altri si stanziarono sull'isola di Sant'Antioco dove nacque il paese di Calasetta, altri ancora fondarono Nueva Tabarca su una piccola isola al largo della costa spagnola.

L'isola di San Pietro con Carloforte furono poi successivamente invase dalla Francia, e poi dal bey di Tunisi. Solo nell'800 le tribolazioni del popolo tabarchino finirono per intervento delle maggiori potenze europee.

Il tabarchino (genovese antico) grazie anche al forte senso di appartenenza alla comunità, è parlato ancora dall'87% degli abitanti di Carloforte e dal 65% di quelli di Calasetta.

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