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Studenti di nuovo in piazza contro la dad: «Vogliamo tornare a scuola, non ce la facciamo più»

Appuntamento venerdì mattina in piazza Matteotti per un sit-in (distanziato) e una serie di interventi da parte di singoli studenti e rappresentanti scolastici

Seduti a terra davanti a Palazzo Ducale per chiedere a gran voce di poter tornare in classe, imparare e crescere come fratelli maggiori e genitori hanno fatto prima di loro: gli studenti tornano in piazza dopo due settimane di didattica a distanza totale, davanti altre lunghe settimane di lezioni al computer, e lo fanno urlando tutta la loro frustrazione.

Come singoli o come collettivi (16Cento ed Edera i promotori), gli studenti genovesi venerdì mattina si sono dati appuntamento in piazza Matteotti con cartelli e striscioni in cui chiedono una sola cosa: non dimenticatevi di noi, non dimenticatevi dei ragazzi che a scuola non vanno solo per apprendere nozioni, ma anche per intraprendere i primi passi di un lungo percorso di vita.

L’ennesima manifestazione organizzata in pochi mesi dai più giovani, quella categoria che tanto si temeva potesse sgarrare, e che alla fine si è rivelata la più ligia, la più pronta ad adeguarsi, pur con fatica, ai diktat della pandemia. E che ora non ne può più: il ritorno in dad dopo poche settimane di lezioni in presenza, pur al 50%, ha rinfocolato frustrazioni e proteste e venerdì mattina erano almeno un centinaio i ragazzi che in piazza hanno chiesto di tornare a scuola.

«Neanche il virus vi ha fatto capire che sulla scuola dovete investire», è lo slogan che campeggiava sullo striscione sistemato all’entrata dal Ducale: «La scuola è una priorità - sottolineano gli studenti - Vogliamo a studiare come facevamo prima, non ne possiamo più».

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