Assembramenti e mascherine, Garassino: «Sanzioni solo a recidivi, “moral suasion” per i giovanissimi»

L’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova conferma lo sforzo per far rispettare le norme anti contagio da coronavirus nella movida e davanti alle scuole. E tranquillizza: «Multe solo per chi non si ostina a rispettare le regole»

Non sanzioni a tutto spiano, ma sapiente uso della “moral suasion”, il tentativo di sensibilizzare il più possibile sopratutto i più giovani sulla necessità di rispettare le norme anti contagio da coronavirus.

A spiegare la strategia del Comune di Genova, città dove si è sviluppato un cluster di notevoli dimensioni che ha portato a un’ordinanza che impone la mascherina 24 ore su 24, è l’assessore alla Sicurezza, Stefano Garassino, che ha risposto a un’interrogazione portata in consiglio comunale dal consigliere Gianni Crivello.

Crivello, che ha proposto anche una commissione ad hoc, ha osservato che «un nuovo lockdown in centro storico sarebbe la fine. La mia proposta è che il Comune sia ancora più attivo e propositivo nei confronti del centro storico».

Garassino, dal canto suo, ha chiarito che con l’entrata in vigore dell’ordinanza, venerdì, si è tenuta una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza in prefettura, e che su input della perfetta Carmen Perrota sono state coinvolte le forze dell’ordine per il controllo durante la movida e poi, per estensione, al centro storico.

«Abbiamo controllato, e tutto è andato abbastanza bene (le multe per giovani senza mascherina sono state una decina, ndr),  ma lancio il solito appello - ha detto Garassino la maggior parte dei genovesi è ligio quando si tratta di utilizzo della mascherina, ma tra i giovanissimi c’è chi latita, ed è un rischio anche in ottica di aumento di contagi  nelle scuole. Non si vuole né ghettizzare né arrivare a un lockdown, e sono infatti state prese misure preventive, con controlli fatti appositamente per abbassare al minimo i contagi. Sulle scuole è partito l’input di monitorare entrata e uscita ed evitare che genitori e alunni potessero assembrarsi, con presidi di polizia Locale e Protezione Civile».

«Abbiamo cercato di fare “moral suasion” e prevenzione - ha concluso Garassino - Stiamo cercando non di sanzionare, ma di sensibilizzare per far sì che l’ordinanza in centro storico e l’uso della mascherina vengano rispettati: le sanzioni sono solo per i recidivi e per chi chiaramente non vuole rispettare le norme».

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