Coronavirus, il piano per l’autunno: 355 posti "ad alta intensità” e nuove assunzioni

L’obiettivo è arrivare preparati a un’ipotetica seconda ondata che potrebbe nuovamente mettere in difficoltà il sistema sanitario: «Non c’è emergenza», sottolinea Toti 

Il sistema sanitario ligure si prepara alla tanto temuta (e ancora ipotetica, attualmente) seconda ondata di coronavirus aumentando i cosiddetti “posti in alta intensità”, e cioè quei posti riservati ai pazienti più gravi, che necessitano di terapia intensiva o semi intensiva per le loro condizioni di salute.

Il piano presentato lunedì pomeriggio dal governatore ligure Giovanni Toti e dall’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, prevede 237 posti in terapia intensiva (35 in più del picco di 202 posti letto occupati del 6 aprile scorso), 118 di semintensiva, 56 dei quali possono essere convertiti in intensiva. 

Alisa e Regione hanno confermato inoltre il potenziamento delle risorse sia negli ospedali sia per l’assistenza domiciliare, prevedendo anche la figura dell’infermiere di famiglia per supportare chi si trova in una situazione riconducibile all’infezione da covid-19. Per ridurre il rischio di confondere la covid-19 con l'influenza, da ottobre in Liguria partirà inoltre, in anticipo, la campagna di vaccinazione anti influenzale, gratuita per over 60 e bambini dopo i sei mesi. Il piano anti covid prevede poiuna squadra Gsat ogni 50 mila abitanti, per un totale di 30 operative in tutta la Liguria, 75 infermieri di famiglia, il rafforzamento del sistema di sorveglianza territoriale e il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare.

A ciò si aggiunge la realizzazione di una centrale regionale che rivesta il compito di unità di coordinamento della continuità assistenziale tra ospedale e territorio e di indirizzo e monitoraggio delle attività di emergenza e urgenza extraospedaliera (118), nonché, per gli aspetti sanitari, del servizio numero unico emergenza(NUE) 112 sul territorio ligure.

«Sono già pronti 355 posti tra terapia intensiva e subintensiva in tutta la Liguria. In più potenzieremo il sistema di sorveglianza territoriale, introdurremo gli infermieri di comunità e per i Gsat raggiungeremo la quota di uno ogni 50mila abitanti, a cui si aggiungeranno 77 nuovi operatori per le scuole - spiega Toti - Quando vi chiediamo di essere prudenti, di seguire le regole ma di non avere paura lo diciamo con la consapevolezza di aver messo a punto un piano che ci consentirà di affrontare eventuali ritorni di fiamma del virus e con la tranquillità di avere ospedali che hanno saputo garantire ai liguri tutte le cure di cui avevano bisogno durante l’emergenza e che sono pronti a rimettersi a regime se ce ne fosse bisogno».

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