Sabato, 31 Luglio 2021
Coronavirus

Covid e immunità di gregge, Bassetti: «Non la raggiungeremo mai, puntiamo su fasce a rischio»

L’infettivologo genovese spiega perché, secondo lui, è indispensabile concentrarsi sulle fasce a rischio e una vaccinazione massiva

Sbagliato puntare all’immunità di gregge, meglio concentrarsi su una campagna di vaccinazione massiva che vaccini tutte le persone anziane e fragili che potrebbero contrarre il coronavirus.

È l’opinione di Matteo Bassetti, ribadita in più occasioni negli ultimi giorni e fondata sulla convinzione che l’immunità di gregge non è indispensabile, perché «questo virus è endemico e resterà tale. Nel covid noi dobbiamo mettere in sicurezza quelle fasce di anziani o fragili che, se dovessero contrarre la malattia, avrebbero grandi problemi, e in quelle classi non basta l'immunità di gregge ma serve la vaccinazione al 100%».

L’infettivologo genovese ha quindi snocciolato alcune nozioni sull’immunità di gregge, «al centro di molte vaccinazioni utilizzate in passato, come quella del morbillo, per cui si diceva che con il 90-95% della copertura nella popolazione giovanile il virus circolava talmente poco che anche quel 5% non vaccinato in qualche modo subiva la protezione degli altri. Se in una piazza sta piovendo e apriamo in 90 l'ombrello, quei 10 che non possono aprirlo saranno riparati dall'acqua che scende grazie agli  altri 90 ombrelli aperti". Questa è l’immunità di gregge».

L’obiettivo è però irraggiungibile in breve termine, secondo Bassetti, ed è meglio modificarlo: «Dobbiamo tendere al più alto numero di vaccinazioni nelle fasce a rischio - ha concluso - Infatti vediamo che anche quando abbiamo vaccinato il 40-45% della popolazione arriviamo ad azzerare l'indicatore dei decessi o delle ospedalizzazioni. Lo dimostrano gli Stati Uniti o il Regno Unito, che non ha raggiunto mica l'immunità di gregge ma ha visto risultati già con quelle percentuali di immunizzazioni».

La curva del contagio intanto continua la sua discesa: domenica erano 58 i nuovi positivi su circa 3.500 tamponi (molecolari e rapidi), mentre i ricoveri si avvicinavano sempre di più alla soglia dei 200. A partire da lunedì sera verrà intanto aperta la nuova linea dei prenotazione dedicata alla fascia 18-39 anni che desidera vaccinarsi volontariamente con un vaccino di tipo cold, e dunque Astrazeneca o Johnson & Johnson.

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