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Anche i bimbi delle scuole partecipano alla giornata contro la violenza sulle donne

"Basta lacrime - scrivono i bimbi accanto ai disegni - basta violenza sulle donne, l'amore può finire ma non deve fare male"

Non è mai troppo presto per parlarne: con questo motto, anche sui banchi di scuola si affrontano le tematiche della violenza di genere e non mancano gli istituti che partecipano attivamente agli eventi di questi giorni a Genova in vista del 25 novembre.

Un esempio sono le scuole Foglietta e Tommaseo, i cui alunni partecipano all'esposizione di palazzo Fieschi, a Sestri Ponente: qui oggi alle 15 verrà presentata l'opera/abito di Paola Roberto, simbolo dell'amore malato, con cartelloni creati dai bambini. "Basta lacrime - scrivono i bimbi accanto ai disegni - basta violenza sulle donne, l'amore può finire ma non deve fare male". Su un grande foglio giallo, pieno di scarpe rosse, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, il testo di una canzone, "D come Donna", perché donna significa delicatezza, determinazione, dedizione.

"Nel corso dell'iniziativa ci sarà anche uno scambio di doni tra i bambini - spiega Maddalena Carlini, preside dell'istituto comprensivo Sestri Est, a GenovaToday - i maschi offriranno fiori alle femmine, e riceveranno sacchetti di semi perché i valori della giornata contro la violenza sulle donne sono da coltivare proprio come una pianta".

Anche i bimbi delle scuole contro la violenza sulle donne

Nell'istituto comprensivo, che riunisce più scuole, il 40% dei bambini è straniero: "Ne andiamo molto fieri, certo è complesso ma è una grande opportunità e per questo capiamo bene quanto siano odiosi i pregiudizi e i luoghi comuni. Stiamo portando avanti un processo di accoglienza, inclusione e approfondimento che riguarda il contrasto di tutti gli stereotipi, compreso quello di genere, partendo fin con i bambini piccoli perché non è mai troppo presto per parlare di questi argomenti. Dunque iniziamo dalla scuola d'infanzia e andiamo fino alle medie". 

Nel testo della canzone "D come Donna" compare la parola determinazione: "Abbiamo diverse 'super mamme' che crescono da sole i loro figli - continua Carlini - tra cui diverse donne scappate dalla guerra, recentemente anche da quella in Ucraina, dunque certo, sono ammirevoli e determinate e questo lo hanno capito tutti i bambini".

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