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Martedì, 9 Agosto 2022
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Genoa: 'Io tifo per Matteo', il padre indagato per truffa

La storia di Matteo, bimbo di 5 anni figlio di Fabrizio R., tifoso del Genoa, è una truffa. Il papà ha inventato la malattia del figlio e l'operazione al polmone in Svizzera. I 70 mila euro provento della raccolta fondi servivano a pagare i debiti

Genova - La raccolta fondi 'Io tifo per Matteo' (nota anche come 'Un gol per Matteo' e 'Uniti per Matteo') è una bufala. Il denaro raccolto tramite il conto intestato a 'un cuore grande così' e poi girato a papà Fabrizio, che doveva servire per una delicata operazione al polmone da effettuare in Svizzera per salvare il bimbo di 5 anni, è stato utilizzati in realtà dal genitore per ripianare i propri debiti.

Martedì 9 aprile 2013 alcuni tifosi rossoblù hanno convocato la stampa, alla presenza dei due legali Riccardo La Monaca e Stefano Sambugaro per spiegare l'accaduto. A inizio gennaio 2013, il papà di Matteo si è rivolto a Davide Traverso dei 'Figgi do Zena' raccontando la storia del figlio e fornendo numerose cartelle cliniche a supporto delle sue parole. Per salvare la vita a Matteo era necessario sottoporre il bimbo a una delicata operazione al polmone da effettuare in Svizzera. Costo 70 mila euro.

La sensibilità dei tifosi rossoblù risponde presente alla chiamata e in breve il desiderio di aiutare Matteo e suo papà si fa concreto. In occasione delle partite casalinghe del Grifone vengono venduti 2500 cappellini. A questo incasso vanno aggiunte le donazioni dei tifosi del Genoa e quelle della società. In breve tempo anche le tifoserie organizzate di Sampdoria, Juventus, Milan, Cremonese e Ancona si danno da fare e mettono insieme un gruzzolo da donare al papà di Matteo. In tutto vengono raccolti 70 mila euro, di cui 25 mila provengono dalle multe pagate dai giocatori del Genoa dopo una notte brava in discoteca.

Ora il pm Biagio Mazzeo ha aperto un fascicolo, su segnalazione del tribunale dei Minori, e ha indagato Fabrizio R., il papà di Matteo, per truffa. Secondo quanto risulta a chi ha organizzato la raccolta fondi sono stati 8 mila i partecipanti, che ora possono intraprendere un'azione legale. Danneggiata anche l'immagine di Un cuore grande così onlus.

A inizio marzo il papà di Matteo aveva dato a tutti la bella notizia del buon esito dell'operazione. «Addirittura  quando l'ho sentito circa dieci giorni fa ci chiese se potevamo organizzare un giro di campo con Matteo in occasione dell'ultima partita in casa del Genoa», racconta sconsolato Roberto Scotto, capo storico della Nord, a Pianeta Genoa.

«Oltre alla restituzione dei soldi, chiederemo anche i danni morali: questa persona ha preso in giro tanta gente sfruttando un bambino di soli cinque anni. Vogliamo che passi il resto della sua vita a vergognarsi per quello che ha fatto», è il parere unanime dei tifosi.

«Abbiamo i nomi delle persone che hanno fatto le donazioni attraverso il nostro conto corrente, incominceremo da qui. La famiglia tramite il loro legale ci ha fatto sapere che vuole collaborare - spiegano gli avvocati Lamonaca e Sambugaro - a ogni modo invitiamo tutti quelli che sono stati truffati a sporgere querela. Anche il Genoa si sta muovendo in questa direzione».

La polizia giudiziaria è riuscita per ora a sequestrare 27 mila euro con cui si spera di riuscire a iniziare la restituzione.

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