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Sicurezza sulla neve, il vademecum per sciatori e alpinisti

Domenica 21 gennaio è andata in scena la nuova edizione di "Sicuri con la neve", giornata nazionale di prevenzione contro gli incidenti in montagna tipici della stagione invernale

Ieri, domenica 21 gennaio 2018, è andata in scena la nuova edizione di "Sicuri con la neve", giornata nazionale di prevenzione contro gli incidenti in montagna tipici della stagione invernale, causati nella maggioranza dei casi da scivolate sul ghiaccio, valanghe e ipotermia. In 50 località montane di 15 regioni italiane, Club alpino italiano e Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Sezione nazionale del CAI) hanno organizzato presidi dei percorsi scialpinistici ed escursionistici con la diffusione di utili consigli, stand informativi e campi neve con informazioni e dimostrazioni di ricerca e di autosoccorso in valanga. 

I recenti episodi di cronaca

A tal proposito, anche considerando alcuni recenti fatti di cronaca come l'alpinista di Rapallo che ha perso la vita sulle alpi Apuane e lo sciatore che si è schiatato a Santo Stefano d'Aveto finendo all'ospedale di San Martino in codice rosso i temi sulla sicurezza per chi pratica sport invernali sono più che mai attuali, come ha ricordato il pressidente generale del Cai Vincenzo Torti: «Da tempo si parla di destagionalizzare la montagna, proponendo attività suscettibili di essere praticate lungo tutto il corso dell'anno. Attività che però espongono i frequentatori agli oggettivi pericoli dell'ambiente. Proprio per questo le giornate di prevenzione come "Sicuri con la neve" si inseriscono a pieno titolo nella concreta attuazione dei dettati statutari del Club alpino italiano e della sua Sezione Nazionale Cnsas, allo scopo dichiarato di sensibilizzare il maggior numero di persone a un avvicinamento all'ambiente montano, mai approssimativo, né superficiale».

«Di incidenti da valanga si parla molto - ha aggiunto il responsabile del progetto "Sicuri con la neve" Elio Guastalli - , forse perché le valanghe fanno fragore; ma noi vogliamo che non si perda l'attenzione anche per gli incidenti su cascate di ghiaccio, per l'ipotermia, per le scivolate su terreno gelato, perché, numericamente parlando, queste casistiche sono più preoccupanti delle valanghe. A volte si nota una certa superficialità nella preparazione personale, la montagna va frequentata in libertà ma con preparazione, grande consapevolezza e indispensabile prudenza».

Le regole sulle pista da sci

  1. Vietato fermarsi dietro ai dossi, le curve cieche o al centro della pista perché crea un pericolo per lo sciatore che viene da monte 
  2. Negli incroci sulle pista chi arriva dalla pista secondaria deve sempre dare la precedenza a chi arriva da quella principale e lo sciatore che sta a monte deve fare attenzione a chi lo precede
  3. Il casco obbligatorio per tutti i minori di 14 anni e per tutti quelli che entrano negli snow park
  4. Per chi non rispetta queste regole sono previste multe esattamente come sulla strada 

Le statistiche internazionali

Le statistiche internazionali parlano chiaro. La probabilità di sopravvivenza, nel caso di seppellimento totale, in assenza di traumi importanti, è elevata entro 15 minuti (con il 92% di possibilità di ritrovamento in vita) e cala drasticamente del 62% dai 15 ai 35 minuti (solo 30% di possibilità di ritrovamento in vita). La principale causa di morte è l’asfissia, che supera il 50% dei casi nel seppellimento totale, da cui deriva l’importanza di proteggere le vie respiratorie durante la fase di travolgimento.

Sci alpinismo: prima di intrarendere una gita 

  1. Controllare che l’ARTVa (apparecchio di ricerca in valanga) abbia le batterie in carica.
  2. Controllare che la sonda da autosoccorso funzioni correttamente e che la pala sia in ordine.
  3. Ascoltare attentamente le indicazioni del Bollettino Nivo Meteorologico relativo alla zona ove si vuol fare la gita.
  4. Se la gita proposta è in altra nazione, prendere nota di quali sono i numeri telefonici di riferimento per allertare i soccorsi.
  5. Scegliere la gita adeguata alle condizioni meteo-climatiche e nivologiche, anche e soprattutto in base alla preparazione psicofisica di chi è nel gruppo.

Durante il percorso

Durante il percorso è importante valutare ogni singolo pendio che si attraversa, ed in caso di sospetto, eseguire un test di stabilità del manto nevoso. In caso di esito positivo del test (distacco su minima sollecitazione) ricordare che grandi alpinisti, ancora viventi, ripetono che "è meglio una amara rinuncia ad una dolorosa ritirata". Con la valanga non si scherza: se va male, raramente si torna vivi.

In caso di valanga

  • In caso di travolgimento: mantenere la calma, per quanto possibile e cercare di aprire immediatamente gli attacchi (soprattutto chi è vincolato ad attrezzi che occupano una grande superficie e che possono produrre un "effetto àncora" (sci, bastoncini, snowboard, racchette da neve, (ciaspa) etc..); lo zaino che indossiamo andrà vincolato saldamente alla vita, a protezione del dorso; le teorie che dicevano di abbandonarlo in caso di travolgimento, sono superate. Lo zaino, se ben legato in vita, protegge da urti durante il travolgimento e dal freddo durante il seppellimento. Inoltre il travolto può venir espulso dalla valanga e, senza il contenuto del suo zaino, non potrebbe prestare soccorso ai compagni e rimarrebbe a sua volta senza attrezzatura ed equipaggiamento. Il tentativo è quello di galleggiare in superficie, anche se in certe condizioni di neve è tutt’altro che semplice contrastare lo spostamento e le forze liberate da una valanga in movimento. A valanga ferma, se si è ancora in superficie e coscienti, occorre valutare le proprie condizioni fisiche, controllare il funzionamento corretto dell’ARTVa, verificare se si ha ancora tutta l’attrezzatura e controllare se i compagni di gita sono stati travolti o sono ancora in superficie.

  • Dopo la caduta della valanga. Verificare a vista se nella parte superiore ci sono ancora ipotetici pericoli di distacco. Se così non fosse, ma occorre essere certi, si potrà commutare l’ARTVa in ricezione ed iniziare la ricerca dei compagni di gita scomparsi. Ogni secondo perso è un secondo in meno che avremo a disposizione per identificare la posizione del travolto, per individuare con la sonda la sua profondità di seppellimento e per spalare la neve che lo ricopre. Contemporaneamente occorre effettuare la ricerca “vista-udito”, verificando palmo a palmo il campo della valanga. Nella “bonifica” va posta molta attenzione: bisogna verificare tutta la superficie, riscontrando ogni anomalia. Ogni attrezzatura od ogni cosa ritrovata in superficie dovrà essere riposizionata sullo stesso punto in modo visibile. Emergesse solamente un dito quella potrebbe essere la salvezza del vostro compagno ed in questo senso è opportuno ricordare che il 58% dei travolti da valanga non rimane completamente sepolto. Anche i rumori o le grida di aiuto da sotto la coltre di neve sono importantissimi. Solo dopo la ricerca “vista-udito” e ARTVa si potrà procedere ad allertare i soccorsi attraverso il 118.

  • Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.sicurinmontagna.it
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