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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Costume e società

Invasione di pappagallini, i primi dati del censimento del Comune

Le specie di pappagalli maggiormente avvistate in città sono il Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), l’Amazzone fronte gialla (Amazona ochrocephala) e l’Amazzone fronte blu (Amazona aestiva)

Arrivano i primi dati e prosegue anche nella stagione invernale il censimento lanciato dal Comune sulla presenza di pappagalli nel territorio genovese. Stiamo parlando del progetto a cui collaborano l’assessorato alla transizione ecologica, trasporti, mobilità integrata, ambiente, rifiuti, animali ed energia, il museo di Storia Naturale “Giacomo Doria”, l’università di Genova (Distav) e Arpal. 

I primi risultati dello studio, avviato la scorsa primavera, confermano come i progetti di 'citizen science' possano costituire una risorsa preziosa per la raccolta dati e la conoscenza del territorio e delle specie che lo abitano, siano esse autoctone o aliene.

Nonostante il tempo trascorso dall’inizio del progetto, infatti, le segnalazioni e i monitoraggi sul territorio stanno avvalorando le prime segnalazioni dei genovesi: le specie di pappagalli maggiormente avvistate in città sono il Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), l’Amazzone fronte gialla (Amazona ochrocephala) e l’Amazzone fronte blu (Amazona aestiva).

I numerosi contatti pervenuti alla casella di posta elettronica creata appositamente per il progetto (pappagalli@comune.genova.it), stanno rendendo possibile attestare ulteriormente quanto già immaginato nel periodo estivo, vale a dire un lento ma progressivo aumento delle popolazioni urbane di pappagalli, con prevalenza di Psittacula krameri.

Il monitoraggio delle colonie urbane è validato e approfondito dagli studenti del Distav dell’Università di Genova: la verifica delle segnalazioni e l’analisi del trend delle popolazioni ha consentito di affinare quanto segnalato dai cittadini genovesi e di individuare con maggior precisione le direttrici di spostamento urbane e la consistenza dei dormitori storici della Foce e di Sestri Ponente.

La richiesta di collaborazione alla cittadinanza si rinnova anche per la stagione invernale: poiché, grazie alla caduta delle foglie, è possibile avvistare con più facilità i parrocchetti in posa sugli alberi e sugli edifici della nostra città, il contributo dei cittadini genovesi e della loro sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali potrebbe essere strategico nell’ottica di una sempre maggior comprensione delle dinamiche delle specie di pappagalli della nostra Città.

"Il Comune di Genova - sottolinea l’assessore all’Ambiente Matteo Campora - ha aderito con entusiasmo a questa ricerca scientifica sulle colonie di pappagallini e parrocchetti, volta a monitorarne la presenza in città e mirata ad acquisire un’adeguata conoscenza del patrimonio di biodiversità presente sul nostro territorio. Un obiettivo che riusciremo a raggiungere grazie alla collaborazione con il museo di Storia Naturale, Arpal e il Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita dell’Università di Genova. Ma si tratta anche di un progetto di citizen science: per questo l’Amministrazione ringrazia tutti i cittadini che hanno partecipato e parteciperanno ancora a questa utile e importante ricerca".

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