Elezioni comunali 2017

M5s, Cassimatis vuole il simbolo e punzecchia: «È la democrazia, bellezza!»

La candidata sindaco ha partecipato a un incontro tecnico presso l'ufficio elettorale del Comune

Continua il tira e molla tra il Movimento 5 Stelle e Marika Cassimatis. Dopo il veto di Beppe Grillo all'utilizzo del simbolo la candidata "riabilitata" dal Tribunale di Genova si è presentata all'incontro tecnico presso l'ufficio elettorale del Comune per l'utilizzo del simbolo, come ha confermato con un post sulla propria pagina facebook, in cui sono mancate alcune frecciate al leader del Movimento.

«Da questo momento riparte il silenzio stampa su caso lista Cassimatis. Abbiamo avuto un incontro tecnico all'ufficio elettorale del Comune di Genova, siamo determinati a proseguire il nostro percorso forti della ordinanza del giudice Bracciolini del Tribunale Civile di Genova che ha sospeso l'efficacia della esclusione della nostra lista, vincitrice delle primarie on line del M5s. Quando si indice una votazione democratica, questa va rispettata e non può essere sospesa da valutazioni non oggettive ex post. È il principio della democrazia diretta. Anche se il risultato non è gradito al Capo Politico».

Marika Cassimatis ha poi rincarato la dose con un secondo post, molto criptico, in cui ha scritto: «Nulla accade per caso. C'è sicuramente qualcuno che si fregava le mani, dietro le quinte, convinto di un risultato già scontato. L'intervento a gamba tesa che tanto ha fatto discutere l'Italia doveva servire a rimettere le cose a posto, ovvero a far andare le cose come era stato pianificato.  Ma siete arrivati voi che avete votato senza alcun condizionamento e avete sparigliato le carte: “È la democrazia, bellezza!” Non sono qui per divertirmi a sfasciare piani altrui ma per dare voce a chi la propria voce non è mai riuscito a farla sentire proprio perché qualcun altro ha tessuto, dietro le quinte, i piani anche per lui. Noi abbiamo un solo fine, vincere queste elezioni amministrative e portare la voce della gente comune, i nostri elettori, nei luoghi dove si prendono le decisioni vere e farli finalmente contare per quello che meritano. Lasciamo gli inciuci e gli intrighi a chi non ha capito che la gente, quella vera, non crederà mai alla calunnia, alle montagne di accuse infondate, buone solo per nascondere la malafede di pessimi consiglieri , che eseguono ordini che vengono da chissà quali sacre stanze. Oggi la Giustizia ci ha dato ragione, domani la gente ci darà la vittoria».

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