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Energie rinnovabili a Genova: si salvano solo Mele e Borzonasca

Rapporto di Legambiente sulla crescita e andamento delle fonti rinnovabili in Italia. Non esaltante la situazione a Genova, anche se Mele può vantare la più grande torre eolica italiana

Genova - Interessante rapporto di Legambiente con analisi e classifiche sulle fonti rinnovabili in Italia. Come sottolinea l’associazione: “in un periodo di crisi, con ancora più attenzione, ci si deve sforzare di guardare i cambiamenti in corso nel territorio italiano. Le fonti rinnovabili sono da questo punto di vista uno straordinario indicatore, per fortuna positivo, perché stanno contribuen­do in una forma del tutto inedita a ridefinire lo scenario energetico con velocità e caratteri del tutto nuovi”.

E Genova come si posiziona in queste classifiche?

A prima vista sembrerebbe male, molto male. Per iniziare nessuno infatti suoi comuni è definito da Legambiente 100% rinnovabile, vale a dire in grado superare i fabbisogni sia elettrici che termici dei cittadini con solo fonti rinnovabili (sono in ogni caso solo 27 in tutta Italia).

Inoltre nessun comune di Genova si piazza tra i primi cinquanta comuni che meglio usano l’energia solare (il primo è Casaletto di Sopra, in provincia di Cremona) né tra quelli che usano il solare termico (primo tra questi il comune di Don, in provincia di Trento). Stesso discorso per l’energia eolica, dove a “comandare” è il comune di Ascoli Satriano, a Foggia. Male anche Genova nello sfruttamento di energia geotermica e bio.

Meglio la posizione genovese nello sfruttamento dell’energia idroelettrica: al 15esimo posto della classifica dei comuni che meglio sfruttano l’energia del mini idro elettrico stazione il comune chiavarese di Borzonasca.

In ogni caso il più grande “vanto” genovese è rappresentato dal Comune di Mele. Forse non tutti sanno che in questo Comune è presente la più grande torre eolica italiana, con una potenza di 3 MW. Alta 150 metri e visibile dal cavalcavia “del Turchino” che collega Milano a Genova. È in grado di produrre energia elettrica per oltre il doppio del fabbisogno delle famiglie residenti nel Comune. Particolare è stata l’iniziativa promossa dal Comune rivolta alle giovani generazioni, con l’obiettivo di assegnare un nome al par­co eolico; ‘Muminna de prie agusse’ dal nome della proprietaria del terreno su cui è collocato l’impianto. Grazie a questo impianto il Comune incasserà il 3% dei proventi derivanti dalla vendita dell’energia.

Last but not least l’utilizzo delle rinnovabili per quanto riguarda il fotovoltaico e i cosiddetti Gas (gruppo di acquisto solare). Si tratta di una pratica molto diffusa sul territorio italiano, non solo nel campo delle tecnologie solari, ma anche come forma di acquisto “all’in­grosso” di prodotti agroalimentari biologici e artigianali, accedendo così a prodotti di qualità con prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato.

Tra gli esempi citati dal report di Legambiente c’è infatti anche il Comune di Genova, con il progetto partito nel 2011 e promosso da Legambiente Liguria e il Comune di Genova. Grazie a questa iniziativa sono stati contrattualizzati 23 impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 80 kW. Il succes­so di questo gruppo di acquisto sta nel fatto che il territorio del Comune di Genova è per il 60% sottoposto a vincolo paesaggistico/naturalistico e il 70% degli aderenti al GAS risiede proprio in queste aree. Proprio questa peculiarità ha richiesto un importante lavoro tra la ditta installatrice, i tecnici dell’ufficio paesaggio ed edilizia privata del Comune di Genova e Legam­biente che insieme sono arrivati alle soluzioni più adatte per l’installazione degli impianti interamente realizzati con soluzioni tecnologiche innovative e totalmente integrate.

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