Le "Ninfee" di Monet arrivano al Ducale: sarà possibile rimanere soli davanti alla grande opera

  • Dove
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 12/06/2020 al 23/08/2020
    lunedì ore 14-19 | da martedì a domenica ore 10-19
  • Prezzo
    7 euro intero, 3 euro ridotto
  • Altre Informazioni

Lo aveva suggerito Luca Bizzarri, presidente di Palazzo Ducale, tempo fa: tra le nuove modalità per poter continuare a fare cultura in tutta sicurezza, l'idea era di organizzare mostre con un solo quadro da far fruire a una persona per volta.

E così sarà per il primo esperimento di questo genere, dal 12 giugno al 23 agosto, a Palazzo Ducale, dove verrà ospitato uno dei più celebri dipinti della storia dell'arte, le "Ninfee" di Claude Monet, uno dei maestri dell'Impressionismo.

Un’occasione per una visita particolare, a tu per tu con l’opera che proviene dal Musée  Marmottan Monet di Parigi. Alcuni minuti esclusivi, soli o con qualche familiare, per ammirare da vicino uno dei quadri più famosi del grande pittore impressionista.

Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con il Comune di Genova con questa iniziativa intende far diventare il distanziamento sociale l’occasione per un’esperienza estetica immersiva ed emozionante. Questa mostra è una sfida alla riscoperta della contemplazione, del contatto e della forza espressiva di un’opera. In un tempo che ci costringe a costruire barriere per proteggerci, l’invito del Ducale è quello ad un incontro diretto con un capolavoro, per metterci in ascolto di quanto l’arte con grande capacità narrativa riesce a dire di sè, ma anche di noi. Più di ogni altro è Monet, che con la sua pittura fluida ed avvolgente, col suo narrare personale eppure universale, può permetterci di vincere questa sfida.

Così dichiara Barbara Grosso, Assessore alla Cultura: «L’impegno del Comune di Genova, per mettere a valore  e a sistema il ricco patrimonio della rete dei suoi musei, si conferma in questa occasione del tutto particolare per ribadire il legame culturale di Palazzo Ducale  con la città e il suo patrimonio museale permanente. Per questa ragione all’opera temporaneamente esposta e messa sotto i riflettori come ospite speciale del Ducale, il Comune affianca uno dei suoi capolavori assoluti per offrirlo ai genovesi e ai turisti con un punto di vista diverso. Lo straordinario ritratto della Contessa di Giovanni Boldini si sposta temporaneamente dalle raccolte Frugone di Nervi per dialogare con le Ninfee di Monet. Per un vero duello di raffinatezza ed eleganza».

Aggiunge Luca Bizzarri, Presidente di Palazzo Ducale: «L’impegno del Ducale è quello di pensare a nuove occasioni di diffusione e valorizzazione culturale. Questo straordinario appuntamento è stato possibile grazie alla collaborazione generosa e attiva di uno speciale gruppo di amici del Ducale, Sandro Veronesi, Carlo Cracco, Ivano Fossati che insieme a Leo Lecci hanno dato vita ad una prossima pubblicazione che darà valore aggiunto all’iniziativa che è un momento di cultura già di per se’ unico».

Nel 1894 fu un pittore italiano a sollecitare la conoscenza di Monet in Italia, Giovanni Boldini. E proprio lui introdurrà le "Ninfee" con un altro capolavoro, uno dei tesori artistici di Genova. L’esposizione nata in collaborazione tra Palazzo Ducale, Arthemisia e il Musée Marmottan Monet di Parigi vanta infatti anche il contributo  del Comune di Genova, che per l’occasione ha concesso in visione, come introduzione alla visita del capolavoro di Monet, il dipinto "La contessa Beatrice Susanne Henriette van Bylandt" di Boldini, proveniente dalle Civiche Raccolte Frugone di Nervi.

Orari e costi

La mostra sarà aperta lunedì dalle 14 alle 19, e da martedì a domenica dalle 10 alle 19.

Il biglietto costa 7 euro (3 ridotto).

Storia delle "Ninfee"

Nel 1883 Claude Monet, al seguito della moglie e dei figli, si trasferisce a Giverny, piccolo e tranquillo paese immerso nella campagna della Normandia, dove, secondo le sue parole “la luce è unica: non si trova uguale in nessun’altra parte del mondo”.

Nell’estate del 1893, Monet ottiene l’autorizzazione a deviare il corso dell’Epte che costeggiava allora il villaggio di Giverny.  Alla fine dell’anno, i lavori sono conclusi e Monet, che da giardiniere e botanico esperto cura i dettagli del suo giardino, fa piantare quattro salici piangenti della varietà cosiddetta “di Babilonia” sul perimetro dello stagno delle ninfee di Giverny; uno in prossimità del ponte giapponese, due sul lato lungo del laghetto,  parallelamente alla strada e un ultimo sulla riva opposta al ponte.

Gli alberi lì piantati sono un elemento che l’artista inserisce più volte nei numerosi quadri realizzati durante la Prima guerra mondiale e fino alla fine del decennio. Nelle prime versioni, in un angolo è visibile la riva e appare il tronco, potente segno verticale dalle morbide ricadute, il cui riflesso si staglia sull’acqua calma. Presto, i riferimenti al tronco e alla riva si cancellano, il che non permette ormai più di sapere di che albero si tratta né di individuare la collocazione del pittore.

Nell’opera esposta al Ducale Monet offre la visione di un “mondo fluttuante”, spazio piano dove si fa fatica a distinguere l’immagine dal suo riflesso,  dove due cascate di salici, vicino ai bordi laterali, incorniciano un tappeto di ninfee su cui poggiano i riflessi delle nuvole.

Le "Ninfee" sono caratterizzate dall’assenza di fondo: l’orizzonte è aperto, non vi è né terra, né cielo, ma solo l’onda ed il fogliame ricoprono la tela luminosa e sovrastata da corolle di fiori eterei; rappresentano una tappa fondamentale nell’arco della produzione artistica di Monet, poiché sintetizzano l’evoluzione finale non solo dello stile dell’artista, ma dell’intera corrente pittorica impressionista nella quale egli si inserisce.

A corredo  della mostra alcune fotografie del Maestro, un video introduttivo  che ne racconta la vita e un video d’epoca  (1915 ca.) che riprende Monet mentre dipinge nel suo giardino a Giverny.

I protocolli di sicurezza per la visita all'opera

La visita all’opera sarà permessa seguendo i protocolli di sicurezza anti Covid19 che prevedono:

  • il rispetto della distanza di sicurezza tra le persone seguendo il percorso segnalato all’interno delle   sale espositive
  • utilizzo della mascherina all’interno della mostra
  • misurazione della temperatura all’ingresso della mostra

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