Esselunga in via Piave, residenti della zona sul piede di guerra

Il 'Comitato Benessere Medio-Levante' protesta contro la prossima apertura di un punto vendita Esselunga in via Piave ad Albaro

Riceviamo e pubblichiamo.

Siamo cittadini residenti in via Piave e dintorni, riuniti nel 'Comitato Benessere Medio-Levante'; chiediamo un confronto con il presidente della Regione per esprimere le nostre obiezioni all'apertura di un grande punto vendita a marchio Esselunga in via Piave.

  • Esistono già tre (tre!) supermercati nelle immediate vicinanze di via Piave; essi soddisfano ampiamente il fabbisogno del quartiere, a popolazione prevalentemente anziana, con carichi di spesa moderati. Un grande punto vendita (come sarà il supermercato in Via Piave), ha invece, per sua natura, l'intento di attrarre clientela soprattutto da altri quartieri. Il prevedibile esito sarà un carico di traffico ingestibile dalla rete stradale della zona, con particolare criticità - puntualmente prevista dagli studi di progetto - sullo snodo Corso Italia/Via Piave. Il Comune ha attualmente allo studio lodevoli iniziative di apertura di piste ciclabili per disincentivare l'uso dei veicoli privati - che si prevedono in vertiginoso aumento a causa delle norme di distanziamento sui mezzi pubblici - ed evitare un blocco totale del traffico; contemporaneamente, tuttavia, permette l'apertura di un grande punto vendita che richiamerà un enorme numero di veicoli privati (il progetto prevede un afflusso di 1000 veicoli al giorno).
  • Il legame tra cattiva qualità dell'aria ed aumentata letalità del Coronavirus è ormai accertato. Nel nostro quartiere verrebbe così a crearsi, a causa del grande numero di veicoli diretti al supermercato, un maggiore inquinamento atmosferico e quindi un maggiore rischio sanitario per i residenti.
  • Tutti abbiamo compreso che questo virus tornerà, ad ondate successive. Il distanziamento sociale è e rimarrà la normalità.  In tale ottica, tutte le catene di supermercati si stanno velocemente attrezzando per accogliere gli ordini di spesa online, la cui richiesta è molto aumentata e continuerà ad aumentare. Le visite di persona al supermercato sono sconsigliate perché pericolose. A che serviranno, allora, i 1500 metri quadrati di superficie di vendita semivuoti di clienti in ottemperanza alle norme? O i 500 metri quadrati dell'annesso bar/punto ristoro,  che potrà esporre pochi tavolini, ben distanziati e circondati da elegante plexiglass? È ormai evidente che il presente e il futuro della ristorazione sono l'asporto e la consegna a domicilio. 
  • Con l'apertura di un grande punto vendita Esselunga, i negozi di prossimità ed i supermercati del quartiere saranno condannati a chiudere, schiacciati dalla concorrenza insostenibile di un potente gruppo commerciale.
  • In un momento di crisi generale, in cui molti faticano a riprendersi dalle conseguenze della chiusura forzata protrattasi per oltre due mesi, altri posti di lavoro verranno perduti per sempre. Il nostro quartiere,  con tante saracinesche abbassate che non riapriranno, verrà desertificato e dequalificato.
  • Il progetto di apertura di Esselunga risale a ben un decennio fa; molte cose sono da allora cambiate, alcune in modo irreparabile: non torneremo alla vita di prima.  Questo progetto non risponde affatto alle mutate esigenze della nostra città e del nostro quartiere, né oggi, né proiettato nel futuro; anzi, va direttamente contro a tali esigenze.
  • Per questi motivi chiediamo un confronto con le istituzioni, sino ad oggi sorde e mute alle nostre richieste. Chiediamo altresì il blocco del cantiere di costruzione, avviato di recente e subito bloccato, come tutto, come tutti noi, dal Coronavirus.

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