Cronaca

Tutori e affidi per bambini stranieri senza famiglia, al via il progetto Elfo

L'iniziativa, avviata a livello nazionale da Défence for Children e a livello locale dal Comune, prevede percorsi formativi per cittadini che desiderano aiutare minorenni stranieri senza genitori

Verrà presentato martedì 4 aprile a Tursi “Elfo”, il progetto europeo di Défence for Children che ha lo scopo di formare cittadini interessati a diventare tutori di minorenni stranieri privi di famiglia o a rendersi disponibili per un affido familiare.

L’iniziativa, cui il Comune di Genova partecipa in partnership, comprende una serie di percorsi formativi finalizzati a fornire ai partecipanti le conoscenze e le risorse necessarie per affiancare i minori, anche a livello legale, e per accoglierli temporaneamente nelle loro case. L'iniziativa è aperta a famiglie, coppie e single, che possono accogliere i minori

a tempo pieno, parziale, diurno, di fine settimana o per le vacanze. A oggi sono 7 i cittadini tutori di altrettanti minori, che nel dicembre del 2016 hanno prestato appositamente giuramento davanti ai giudici del Tribunale di Genova, mentre gli affidi portati a termine tra il 2015 e il 2016 sono 10, di cui 7 a tempo parziale, con i ragazzi residenti in Comunità in settimane e ospitati dalle famiglie nei fine settimana o in alcune giornate infrasettimanale stabilite con gli operatori. Gli altri 3 affidi sono invece a tempo pieno, con 5 ragazzi accolti da famiglie italiane e altri 5 da famiglie provenienti dal loro stesso ambiente culturale.

Lo scopo delle due misure è aiutare il minore a costruire una rete e affrontare la nuova sistemazione, fornendo supporto non soltanto a livello pratico, ma anche psicologico. Un provvedimento previsto anche dalla legge italiana, che stabilisce che qualsiasi minore privo di genitori e di famiglia possa avvalersi di un tutore legalmente riconosciuto dalle istituzioni per vedere garantiti la propria cura, i propri diritti e la risposta ai bisogni.

«La presenza nel nostro Paese di minori stranieri non accompagnati, privi, cioè, di figure adulte di riferimento, come noto, è in considerevole aumento per l’intensificarsi delle crisi umanitarie a livello mondiale e questo fenomeno si ripercuote anche all’interno del nostro territorio - fanno sapere da Tursi - Nel 2016 Genova ha garantito, all’interno di proprie strutture, l’accoglienza di 370 minori stranieri non accompagnati, la cui tutela da parte dell’Ente locale garantisce l’avvio delle procedure amministrative, fiscali, sanitarie e le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale».

Proprio per far fronte all’emergenza, e per «favorire una maggiore ‘vicinanza’ tra tutore e minore e di conseguenza una più efficace applicazione della tutela legale», il Comune ha dunque deciso di «rinforzare il proprio sistema di protezione e welfare, coinvolgendo i cittadini nello svolgimento di tale ruolo».

Il progetto verrà presentato nel dettaglio martedì nel Salone di Rappresentanza di Tursi, dove verranno illustrati i nuovi corsi formativi e raccontante le esperienze e le considerazioni di chi ha già svolto un ruolo di tutore o avuto in affido minori. Presenti l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Emanuela Fracassi, il direttore della Direzione Politiche Sociali del Comune di Genova, Maria Maimone, e il giudice tutelare del Tribunale di Genova, Domenico Pellegrini. All’incontro sarà presente anche il direttore di Defence for children Italia, Pippo Costella.

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