Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

"Spotted", anche a Genova la bacheca virtuale per dichiarazioni d'amore e colpi di fulmine

Un servizio "social" per ritrovare la potenziale anima gemella incontrata di sfuggita sul treno, al semaforo o in discoteca e poi persa di vista: popolarissimo negli Stati Uniti e in Germania, nella Superba arriva su iniziativa di due amici

Uno scambio di sguardi sulla metropolitana, sul treno, nella sala affollata della discoteca, poi l’oggetto del desiderio sparisce senza lasciare alcun indizio sulla sua identità. In casi di questo genere si fa quello che si può con le risorse a disposizione: “interrogatori” nell’ultimo posto in cui ci si è incontrati, ricerche a tappeto tra “gli amici degli amici”, e nei casi diventati anche famosi, cartelli e manifesti stile “Mi hai visto?” con sopra il proprio numero di telefono e l’appello a mettersi in contatto.

Espedienti che non sempre funzionano, ed è qui che entrano in scena i social network, soprattutto se gestiti da “professionisti” della ricerca: dopo avere conquistato Stati Uniti e Germania, arriva anche nel capoluogo ligure “Spotted”, una sorta di ufficio oggetti (e persone) smarrite 2.0 che consente agli iscritti di lanciare appelli e diramare avvisi di ricerca, a scelta anche in forma anonima, il cui scopo è sfruttare Facebook per mettere in contatto le persone in maniera più mirata.

L’idea è venuta a Gabriel Rinaldi, studente genovese in trasferta a Trossingen, la “città della musica” tedesca, che proprio vedendo dilagare la tendenza in Germania ha deciso di portare l’idea anche a Genova con l’aiuto di un amico: «Qui è diventato un vero e proprio trend, vengono anche organizzati Spotted Parties, dove si va in discoteca, tutti hanno un numero e poi si possono scrivere messaggi alla pagina Spotted della città, che poi pubblica i messaggi in anonimo, citando solo i numeri - spiega Rinaldi - Insomma, è un modo divertente e diverso per conoscere nuova gente, e ci piacerebbe farlo conoscere anche ai genovesi».

Il funzionamento della pagina è semplicissimo: chi è stato vittima di un colpo di fulmine (ma anche chi ha perso qualcosa), e in generale chi vuole rintracciare qualcuno incontrato in una particolare occasione e poi perso di vista invia una richiesta a Spotted, che si occupa poi di pubblicare il messaggio in bacheca con tutte le indicazioni necessarie per mettersi in contatto. Ovviamente, il buon funzionamento del servizio si basa su una rete di contatti abbastanza ampia da diffonderlo in modo efficace: a oggi, dopo qualche giorno dall'inaugurazione,la pagina conta su 330 iscritti, ancora troppo pochi per parlare di un fenomeno, ma la speranza di Rinaldi è che il numero cresca con il passaparola, come già successo per le pagine "Spotted" delle Università di Milano e di Napoli.

«L’esempio più famoso è sicuramente questo: vedi una ragazza o un ragazzo al semaforo, ti scambi qualche sorriso, poi scatta il verde e lui o lei sparisce e non ci si vede più - spiega Rinaldi - Ma nella mia città c’è chi è riuscito a ritrovare le chiavi di casa. Negli Stati Uniti e in Germania ormai ogni cittadina ha la sua pagina Spotted. Tanti dicono che Genova è una città da vecchi e che i giovani devono uscire per divertirsi e conoscere nuova gente. Noi vogliamo dimostrare che non è vero, vogliamo unire i ragazzi genovesi. Anche se l’esempio delle chiavi dimostra che non siamo una pagina dedicata solo ai giovani, ma per tutti».

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