Spiagge prese d'assalto nel weekend: scattano le chiusure ed è polemica

L'app scelta dal Comune per regolamentare gli accessi ha segnato "rosso" per gran parte del fine settimana. Il consigliere Gambino: «Dobbiamo far rispettare le distanze»

Primo, vero weekend d’estate in Liguria, e si accende la polemica sulle spiagge. Nello specifico, sul fatto che tra sabato e domenica diverse spiagge del litorale genovese sono andate in “overbooking”, raggiungendo il numero massimo di persone consentite in osservanza alle norme anti contagio da coronavirus, e decine di persone non sono riuscite a conquistarsi un fazzoletto di spiaggia.

Le difficoltà nascono soprattutto nelle spiagge più piccole, che sono poi quelle più ambite: Villa Azzurra, per esempio, è rimasta “rossa” sull’app SpiaggiaTi - quella che il Comune ha adottato per regolamentare gli accessi e aggiornare la capienza in tempo reale - per quasi tutto il fine settimana. E le protesta hanno iniziato a piovere da levante a ponente, anche se, come conferma il consigliere delegato alla Protezione Civile, Sergio Gambino «non si sono verificati mai disordini. Certo, ci sono state persone che hanno dovuto aspettare 20, 30 minuti per accedere, e altre che non sono riuscite a trovare posto, ma il periodo richiedere misure eccezionali: non possiamo levare il contingentamento sino a quando dal governo non ci daranno il via libera».

VIDEO | App e steward, ecco come riaprono le spiagge libere

Gambino ha fornito una panoramica di quanto accaduto sulle spiagge genovesi nel weekend, tratti di costa monitorati da presidi fissi o mobili (a seconda dell’ampiezza) di volontari di Protezione Civile e pattuglie della Locale: «Ci sono spiagge che vanno velocemente in overbooking, come Villa Azzurra, e altre spiagge come Vesima che arrivano all’overbooking in tarda mattinata - spiega Gambino a GenovaToday - Poi ci sono spiagge in cui, invece, non si raggiunge mai il limite, ma si resta sempre al 30-40% della capacità totale, come Multedo e Voltri». 

«Quando chiudiamo una spiaggia - prosegue Gambino - è perché non ci sono più le condizioni, per chi entra, di mantenere le distanze minime di sicurezza. Se lasciassimo il libero accesso alle persone, le famiglie entrano dove non c’è spazio. In periodo senza rischio covid sono il primo a dire che dobbiamo togliere le restrizioni, ma sinché il rischio c’è dobbiamo attenerci alle regole». 

Il riferimento è all’accusa dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, che hanno definito “follia” negare l’accesso alle famiglie: «Questo purtroppo sarà solo uno dei tanti weekend in cui molte famiglie letteralmente dovranno gettare la spugna e rinunciare alla spiaggia, dando così una delusione cocente ai propri figli - scrive Fabio Tosi, capogruppo regionale pentastellato - In molti comuni liguri, gli accessi non sono contingentati. Si fa invece affidamento al senso di responsabilità dei cittadini. E quando occorre, gli steward comunali richiamano all’ordine. Non ci credete? Fatevi un giro a Sori. Certamente non tutti sono ligi ai richiami, ma questo non giustifica quanto sta accadendo».

Gambino replica secco: «Qual è la proposta dell’opposizione? Lasciare che le persone si auto regolino? Non credo sia la soluzione migliore. Sappiamo che ci sono difficoltà, e sappiamo anche che è un periodo in cui chi prima arriva meglio alloggia, ma questo richiedere attualmente il governo: un contingentamento sulle spiagge. L’alternativa è lasciare i vigili in presidio fisso a multare tutti coloro che sgarrano».

Il Comune sta comunque tentando la via dell’elasticità: «A Murcarolo il tetto massimo è di 85 persone, ma volontari e agenti che gestiscono gli ingressi tengono conto anche di chi si sposta sugli scogli, o sulla parte di battigia non regolamentata, e se c’è spazio a sufficienza per far entrare più persone lo fanno. È successo anche a Sturla, in via del Tritone. Ma succede anche il contrario: a Vesima avevamo previsto un certo numero di posti, prima che gli stabilimenti sistemassero sdraio e ombrelloni, e abbiamo dovuto ridurli di un centinaio. Se qualcuno ha soluzioni costruttive, siamo aperti all’ascolto».

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