Spese pazze, condannati 19 consiglieri regionali

La condanna più pesante per Cristina Morelli (Verdi) e per  Vincenzo Nesci (Rifondazione comunista), entrambi due anni

Sono stati tutti condannati i 19 consiglieri regionali coinvolti nell’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” nella legislatura 2005-2010, quella dell’allora presidente della Regione Claudio Burlando.

L’accusa è di peculato: le condanne di primo grado sono state inflitte a Michele Boffa (Pd), 1 anno 7 mesi e dieci giorni, Ezio Chiesa (Pd), un anno cinque mesi e dieci giorni, Luigi Cola (Pd), un anno e otto mesi, Giacomo Conti(Rifondazione comunista), un anno e sette mesi, Gino Garibaldi (Forza Italia), un anno e otto mesi, Antonino Miceli (Pd), un anno cinque mesi e dieci giorni, Cristina Morelli (Verdi), due anni, Luigi Morgillo (Forza Italia), un anno sei mesi e dieci giorni, Minella Mosca (PD), un anno e due mesi, Vincenzo Nesci (Rifondazione comunista), due anni, Pietro Oliva (Forza Italia), un anno sei mesi e dieci giorni, Franco Orsi (Forza Italia), un anno sei mesi e dieci giorni, Gianni Plinio (Alleanza Nazionale oggi casaPound), un anno un mese e venti giorni, Matteo Rosso (Forza Italia oggi Fratelli d’Italia), un anno e un mese, Gabriele Saldo (Forza Italia), un anno quattro mesi, Alessio Saso (Forza Italia), un anno e undici mesi, Carlo Vasconi (verdi), un anno e quattro mesi, Vito Vattuone (Pd), un anno tre mesi e venti giorni, Moreno Veschi (Pd), un anno e un anno e un mese.

Il giudice ha disposto anche la confisca delle somme contestate. Secondo l'accusa del pm Massimo Terrile, i 19  consiglieri avrebbero utilizzato soldi pubblici per acquisti personali che spaziavano dai dvd alle piante, dalle caramelle alle bottiglie di vino, dai soggiorni in hotel con spa alla colazione al bar.

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Il processo “spese pazze” arrivato a conclusione oggi fa parte di un’inchiesta più grande: il primo filone si era chiuso a maggio 2019 con la condanna per 18 imputati per la stessa accusa, tra cui anche l’ex viceministro leghista e attuale segretario regionale Edoardo Rixi, che nel periodo preso in considerazione era capogruppo regionale della Lega.

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