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Sarzano, minaccia negozianti con un coltello: arrestato, viene rilasciato. E i residenti insorgono

E' successo in piazza Sarzano, dove un uomo è entrato in una tabaccheria brandendo una lama. Portato in questura e identificato, è stato denunciato a piede libero. E ora i residenti preparano una segnalazione

Era entrato in una tabaccheria di piazza Sarzano con un coltello in mano, minacciando apparentemente senza motivo i due titolari e terrorizzandoli a morte, ma neppure l’intervento della polizia è riuscito a risolvere il problema: dopo avere arrestato e accompagnato in questura il cittadino del Bangladesh protagonista della vicenda, gli agenti si sono visti costretti a rilasciarlo, pur con un’accusa di minacce aggravate, e adesso i residenti del cento storico, preoccupati, hanno deciso di prendere provvedimenti verso un individuo considerato ormai pericoloso.

Tutto è successo la sera di martedì, quando l’uomo, visibilmente agitato, è entrato nella tabaccheria e ha puntato il coltello verso marito e moglie dietro il banco. I due sono riusciti a farlo uscire dal negozio senza conseguenze, ma lo spavento e la preoccupazione sono rimasti, tanto da spingere Claudio Garau, membro del comitato in cui si sono riuniti i cittadini di piazza Sarzano proprio per far fronte al degrado, a contattare la polizia. Che puntualmente, mercoledì mattina è arrivata in zona, ha avvistato l’uomo che ancora vi si aggirava e lo ha portato in questura, ma non ha potuto fare altro che sequestrare il coltello da cucina brandito contro i negozianti, la lama di un cutter trovata nel portafoglio, denunciarlo per minacce aggravate e porto abusivo di oggetti atti a offendere e rilasciarlo.

Per i residenti, preoccupati, il provvedimento non è però sufficiente, soprattutto dopo avere visto l’uomo aggirarsi nuovamente per la piazza, e così hanno deciso di rivolgersi a un avvocato affinché possa essere fatta una segnalazione al questore: «La nostra non è una richiesta derivante dalla presenza di uno straniero nel quartiere: avremmo fatto lo stesso per chiunque vi si fosse aggirato armato e pericoloso, a prescindere dall’etnia - spiega l’avvocato Giuseppe Maria Gallo, cui è stato affidato il compito di redigere la richiesta ufficiale - Non vogliamo sollecitare l’espulsione, di quello si occuperanno poi le forze dell’ordine. A noi interessa, come previsto da una legge del 1956, che si valuti la pericolosità di questa persona, ed eventualmente si prendano provvedimenti affinché non possa tornare in una zona che ha evidentemente eletto come sua residenza, oltretutto magari di nuovo armato. La nostra preoccupazione riguarda esclusivamente l’incolumità delle persone».

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