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Ponte Morandi, Aspi gioca la carta del difetto costruttivo; Possetti: «Ancora una volta vergogna»

Autostrade ha fatto sapere di avere inviato una lettera, dando la propria disponibilità alla cessione. Ma nessun comunicato è stato emesso per dare notizia di un'altra lettera, in cui rivela la scoperta fatta dalla perizia di parte

Giovedì 8 ottobre 2020 Autostrade ha comunicato di avere inviato una lettera ai ministeri competenti in cui conferma la propria disponibilità, anche immediata, a sottoscrivere - con la sola eliminazione della condizione di efficacia relativa al perfezionamento della cessione del controllo di Autostrade per l’Italia a Cassa Depositi e Prestiti, in quanto estranea al rapporto concedente-concessionario – l'Atto Transattivo, anche nella versione inviata dagli stessi Dicasteri lo scorso 23 settembre, senza alcuna modifica o affinamento.

Ma nei giorni scorsi è stata inviata un'altra lettera a ministero dei Trasporti e ad Anas nella quale si precisa che analisi tecniche e scientifiche, incaricate da Aspi, avrebbero rilevato un grave difetto di costruzione del ponte Morandi. Il documento è stato acquisito dalla procura di Genova. La mossa ha suscitato l'immediata reazione del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi.

«E arriva la letterina di Aspi per cercare di intenerire il governo sui presunti difetti costruttivi del ponte Morandi, che a loro dire sarebbero causa del crollo - dichiara Egle Possetti, portavoce del comitato -. Guarda caso mentre stanno emergendo molti elementi dal dibattito in sede peritale, Aspi con il supporto dei suoi consulenti tecnici di parte vuole mettere i puntini sulle 'i', individuando in autonomia le cause del crollo, e facendo filtrare ai giornali le sue teorie; è importante però ricordare che la risposta sulle cause del crollo deve pervenire solo dagli esiti dell'incidente probatorio con le deduzioni finali dei periti (che non sono i consulenti tecnici di parte), certo anche noi potremmo dare ora ai giornali le nostre valutazioni di parte, ma sarebbe scorretto nei riguardi del lavoro dei periti che non hanno ancora consegnato le loro conclusioni».

«Noi abbiamo il coraggio della verità, non ricorriamo ad espedienti! Ancora una volta vergogna, ma tanta... Penso - conclude Possetti - che forse l'acqua si stia alzando ed inizi a mancare il respiro. In questi casi si può anche iniziare ad urlare a pieni polmoni qualcosa di non dimostrato, vedremo se la verità riuscirà a trionfare o ci sarà posto ancora una volta solo per la vergogna in questo paese. Occorre determinazione anche da parte delle istituzioni che devono dare un taglio a questo balletto. Un po' di tristezza, ma da qui ancora più energia e determinazione ad andare avanti».

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