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Omicidio a Borzonasca: fermate altre quattro persone, il killer confessa

Sale a sette il numero delle persone coinvolte nell'omicidio di Giovanni Lombardi, il corriere della droga ucciso nel levante genovese. Intanto Marietto Rossi si prende la responsabilità dell'omicidio

Armi e droga sequestrati sul luogo del delitto

«Sono stato io a sparare a Lombardi, ho fatto tutto da solo. Mi prendo le mie responsabilità come ho sempre fatto». Marietto Rossi ha confessato con queste parole l'omicidio del corriere della droga Giovanni Lombardi. L'uomo è stato colto in flagrante mentre scavava la fossa per nascondere il cadavere insieme ad altri due complici, a Levaggi nel levante di Genova. La confessione è avvenuta in modo informale davanti ai poliziotti che lo hanno arrestato sabato.

I complici, Cosimo Salvatore Catalfamo, messinese residente a Chiavari, 52 anni, e Mario Umberto Calderoni, 50 anni, rapallese, residente a Carasco, assistiti dall'avvocato Claudio Zadra, invece negano l'omicidio. Gli interrogatori non sono stati ancora fissati, ma con ogni probabilità i tre verranno sentiti tra martedì e mercoledì. Tutti e tre, che adesso si trovano nel carcere di Marassi, sono accusati di concorso in omicidio volontario, occultamento di cadavere e porto abusivo di arma.

Intanto gli uomini della squadra mobile di Genova hanno fermato quattro persone nella notte nell'ambito dell'inchiesta. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un uomo legato da interessi alla vittima mentre gli altri due farebbero parte della banda di Marietto Rossi. Sequestri e perquisizioni sono stati effettuati nella notte e uno di questi sarebbe stato trovato in possesso di un fucile a canne mozze, una carabina, silenziatori, pistole e proiettili.

L'uomo legato alla vittima, invece, è un fruttivendolo del centro storico genovese fermato con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. Lombardi è stato ucciso in macchina con quattro colpi di pistola, tre al torace e uno in faccia, mentre consegnava a Marietto Rossi due chili di cocaina purissima. Poi, Rossi insieme ai due complici Cosimo Salvatore Catalfamo e Mario Umberto Calderoni avrebbero messo il corpo di Lombardi dentro l'auto e avrebbero cercato di seppellirlo in un terreno privato.

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