Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Nodo ferroviario, protesta in Regione: «Opera incompiuta»

«L'opera era iniziata nel 2009 e doveva essere completata l'anno scorso. Oggi è solo al 40% dell'avanzamento dei lavori e i costi complessivi sono lievitati». Così i sindacati in una nota in cui spiegano le ragioni della protesta

Oggi gli edili impegnati nei lavori del nodo ferroviario sono in Consiglio regionale per incontrare i capigruppo. La richiesta è quella di non perdere altro tempo e di avere garanzie sul loro futuro lavorativo.

La nota di Fillea, Filca e Feneal Genova

Alla Provvidenza ci siamo già rivolti, per chi crede. Adesso tocca ritornare dalle istituzioni. I cantieri del Nodo ferroviario sono abbandonati. È una opera incompiuta, nonostante sia fondamentale per trasporto e mobilità cittadina e regionale. I lavoratori sono a casa.

La cittadinanza paga disagi e disservizi - prosegue la nota -. L'opera era iniziata nel 2009 e doveva essere completata l'anno scorso. Oggi è solo al 40% dell'avanzamento dei lavori e i costi complessivi sono lievitati. Nel 2016 RFI, la stazione appaltante, ha rescisso il contratto con l'aggiudicatario: il Consorzio Fergen. E sempre nel 2016 fu sottoscritto anche con Regione Liguria e Comune di Genova l'accordo prefettizio per la garanzia occupazionale. Quindi, Rfi ha ribandito due gare per un totale di circa 90 milioni con clausola sociale per i lavoratori. Al momento non si hanno informazioni circa le aggiudicazioni, ma parrebbe che ci siano già ricorsi in atto. Una vera sciagura! Tutte le perplessità sulla gestione complessiva dell'opera, già avanzate in occasione di diverse proteste e conferenze stampa, sono confermate. Un cambio di passo è necessario. Si chiede alle Istituzioni di intervenire per rendere esigibile l'accordo prefettizio già sottoscritto per far ripartire i lavori nell'interesse collettivo facendo lavorare le persone precedentemente occupate.

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